21 Novembre 2019

Due boati, 5 morti e 2 feriti gravi tra i fuochi

Francesco TrioloBarcellona Pozzo di Gotto. Due boati, uno più forte dell’ altro, a distanza di pochi secondi l’ uno dall’ altro. Poi una colonna di fumo imponente che si alzava verso il cielo. Erano le 16.45 quando è avvenuta l’ esplosione della fabbrica di fuochi d’ artificio di Vito Costa che si trova nelle campagne di Merì, in contrada Cavalieri – Femmina Morta, paese sulla costa tirrenica in mezzo a Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto. Lo scoppio è stato talmente forte che è stato avvertito in tutti i comuni del circondario, mentre le fiamme distruggevano interamente due casolari dell’ azienda e ne danneggiavano almeno altri tre. Che si trattasse di una tragedia è stato subito evidente, sin dal primo allarme arrivato alla centrale operativa che ha allertato polizia, carabinieri, vigili del fuoco ed operatori delle ambulanze. Al loro arrivo nel casolare lo scenario era di devastazione. Cinque i morti accertati sino a tarda sera, ma il bilancio potrebbe aumentare nelle prossime ore. Una delle vittime è la moglie di Vito Costa, il titolare, Venera Mazzeo di 71 anni. Gli altri due morti sul colpo sono tre dei quattro operai di una ditta di infissi di Milazzo che stavano lavorando ad alcune griglie in ferro di alcuni cancelli. L’ altro operaio disperso è stato ritrovato senza vita a tarda sera. Due sono i feriti in condizioni piuttosto serie. Uno è Antonio Bagnato, operaio della ditta di fuochi pirotecnici, l’ altro – il più grave – è il figlio del titolare, Bartolomeo Costa di 37 anni, che è stato trasportato al Centro Grandi Ustionati in condizioni critiche. Il lavoro dei vigili del fuoco, una ventina, è durato ore, prima per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza il sito, poi per setacciare un’ area di circa mille metri quadri alla ricerca degli, inizialmente, due dispersi. Uno, poi, è stato ritrovato intorno alle 18.30 e condotto in ospedale ma è stata una corsa vana. La procura di Barcellona ha aperto un’ inchiesta per capire le cause di questo dramma che ha sconvolto la vita di diverse famiglie. Sul posto si è recato immediatamente il magistrato di turno, il sostituto Matteo De Micheli che ha coordinato gli interventi. Da Palermo sono arrivati anche gli specialisti del NIA, il Nucleo Investigativo Antincendio dei Vigili del Fuoco. Secondo le prime ipotesi ancora, però, tutte da verificare, l’ esplosione di sarebbe verificata in uno dei casolari dove stavano lavorando gli operai della ditta esterna. «Dai primissimi accertamenti – ha ricostruito il capitano dei carabinieri Giancarmine Carusone, che comanda la compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto – sembra ci siano state due esplosioni perché all’ interno della fabbrica c’ erano degli operai con delle saldatrici: le scintille avrebbero raggiunto la polvere pirotecnica causando le esplosioni». «L’ onda d’ urto della prima esplosione – ha confermato il comandante dei Vigili del Fuoco di Messina, Giuseppe Biffarella, presente sul luogo – ha investito un secondo casolare che è esploso di conseguenza e poi sono stati danneggiati altri tre edifici che si trovavano nelle vicinanze. Ancora stiamo effettuando i rilievi ma ci potrebbe essere una forte correlazione tra gli interventi che la ditta stava eseguendo su alcune griglie in ferro e la tragedia avvenuta». Nella fabbrica, in quel momento, non era presente il titolare, Vito Costa, conosciuto in tutto il messinese per l’ attività dei fuochi pirotecnici. Recentemente aveva aperto anche un punto vendita diretto in Salita 1 del Carmine a Barcellona, e organizza eventi, giochi pirotecnici sia per feste di privati sia in eventi di enti pubblici o religiosi come le feste patronali. «Siamo rammaricati, è una tragedia enorme per la nostra comunità, sono persone che conoscevo e grandi lavoratori», ha commentato il sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto Roberto Materia. «La famiglia Costa – ha proseguito – diverse volte ha partecipato alla vita cittadina organizzando feste con fuochi d’ artificio per il Comune o per le parrocchie. La loro era una fabbrica molto conosciuta in città. Gli inquirenti stanno indagando, e forze dell’ ordine e i vigili del fuoco stanno cercando di capire bene chi sono e quante sono le vittime, ancora ci sono notizie molto frammentarie». Il sindaco ha poi annunciato che nei prossimi giorni, in occasione dei funerali, sarà proclamato il lutto cittadino. Il presidente dell’ Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, ha espresso il cordoglio personale alle famiglie delle vittime. «Un ringraziamento ai vigili del fuoco e alle forze dell’ ordine – dice – che stanno operando sul luogo dell’ incidente alla ricerca di eventuali feriti e per ricostruire la dinamica dello scoppio». Il Codacons, invece, ha fatto un elenco delle vittime a causa di esplosioni in fabbriche di giochi pirotecnici dal 2000. Il bilancio, con quelle di ieri, è di 69 vittime. «Una vera e propria strage che riporta la questione della sicurezza in primo piano. Servono più controlli presso tali strutture e occorre verificare costantemente il rispetto delle norme di sicurezza», ha affermato il presidente Carlo Rienzi.

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