8 Luglio 2007

Due bambini intrappolati nell`albergo in fiamme

(TRENTO) Riccarda Proner, 66 anni, è la proprietaria del “Corona“, l`albergo di Lavis, a 5 chilometri da Trento. Guarda le finestre annerite, appena sotto il cielo azzurro. Lacrime e sorrisi, mentre la gente la circonda e lei rievoca, cento volte, “il miracolo“. Jordan e Sofia, i suoi nipotini, 2 e 4 anni sono salvi, appunto, per miracolo. Un incendio, divampato ieri mattina in una delle stanze del secondo piano, non ha provocato vittime, precisano i vigili del fuoco, “per un minuto. Bastava un solo minuto in più. Gli ambienti erano ormai saturi di gas“. Poi i bimbi e i 15 ospiti del piccolo hotel a gestione familiare, pizzeria e bar, sarebbero rimasti mortalmente intossicati dal monossido di carbonio. Le fiamme “Elena, che è incinta al quinto mese, è stata la prima a vedere le fiamme. E` salita sul tetto, gridava “aiutatemi, i miei figli…““. Anche il papà, l`albanese Malzim Hasani, ha rischiato di morire. “Ero appena scesa nel bar – dice la nonna – quando ho sentito l`odore di fumo. Mi bruciavano gli occhi. Ho pensato subito ai bambini che erano nelle camerette superiori. Ho cercato di salire. Ho chiesto aiuto, Elena s`è svegliata. Così è riuscita a salire sul tetto“. La caserma dei vigili del fuoco è vicina, la squadra è arrivata in pochi minuti. I due giovani pompieri – al primo intervento – Alessio Weber e Alfredo Armani hanno indossato la maschera e sono saliti sulle scale, invase dal fumo. “Non sapevamo se sarebbero tornati indietro – dice Riccarda Proner – quelli sono stati attimi terribili. Poi sono ricomparsi con i bambini. Vivi!“. Sofia e Jordan stretti tra le braccia, sino alle ambulanze in attesa nella piazza. Prima al pronto soccorso di Trento, poi a Bolzano, dove c`è la camera iperbarica. La dottoressa Barbara Farina esce dal reparto sorridendo, sono già passate due ore dal rogo: “Tutti fuori pericolo. Hanno tracce di intossicazione da monossido di carbonio. I piccoli? Con loro bisogna avere più cautela“. Ma Jordan e Sofia si sono ripresi. Eccome. Parlano e ridono tra loro, mentre ritornano, a sera, nell`ospedale di Trento. Oggi, altra terapia iperbarica. Infine a casa. Il nonno Mamma Elsa s`è lasciata aiutare solo quando ha visto tutti in salvo, compreso il nonno, Massimiliano, 95 anni: “Mi sono svegliata, per il calore e il fumo. I bimbi erano nella mansarda. Non li sentivo piangere, li chiamavo ma non rispondevano. Mai avuto così paura in vita mia“. Profilo basso, quello dei vigili del fuoco di Trento: “Nessun eroismo, solo il nostro dovere. Piuttosto, meglio puntare l`attenzione sui sistemi di sicurezza. Che sono spesso inadeguati“, dice il comandante Silvio Zanetti. Il “Corona“ è chiuso, sotto sequestro. Riccarda Proner osserva il materasso dove dormivano i piccoli, trovati semiasfiassiati e già con la bava alla bocca. “Grazie a Dio, salvi. È stato un miracolo…“, ripete. I pompieri hanno aperto un foro nel tetto di 4 metri, per smaltire la nuvola di fumo, poi si sono calati con le scale all`interno dell`albergo, un fabbricato storico. Rientra nella categoria dove le misure antincendio sono fai-da-te, non certificate dai vigili del fuoco. Ci sarà un`inchiesta dei carabinieri di Lavis, per risalire alle cause. La stanza da dove sono partite le fiamme era stata abbandonata da due ragazzi slavi da 20 minuti. Zanetti: “Escludiamo il dolo, per ora. Forse una sigaretta buttata ancora accesa in un cestino, forse un corto circuito di un impianto elettrico non a norma“. I due extracomunitari sono stati identificati dai carabinieri, saranno interrogati. Qui, a un passo dalle Dolomiti in attesa della grande ondata di turisti, operatori e cittadini ieri mattina hanno vissuto un incubo, proprio all`inizio della stagione. Il Codacons va all`attacco: “La Provincia autonoma percepisce ingenti finanziamenti da parte dello Stato. Vogliamo sapere quanti e quali controlli siano stati effettuati sulle strutture alberghiere“.

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