«Due anomalie insieme: un evento rarissimo»
-
fonte:
- Il Messaggero
Berardi (Anacam): non ha funzionato neanche il ?paracadute“. Il Codacons: troppi impianti non a norma
ROMA – Nell?incidente di Napoli si sarebbero verificati, in una volta sola, due eventi molto rari: la rottura dell?argano dell?ascensore e la mancata apertura del ?paracadute“. Mario Berardi, presidente dell?Anacam del Lazio, è sbigottito. L?Anacam è l?Associazione nazionale che raggruppa i costruttori e manutentori di ascensori e montacarichi. Dunque Berardi è un esperto. Dice: «La rottura dell?argano di un ascensore è un fatto rarissimo, ma può succedere. Quello che mi lascia di stucco è invece apprendere che il ?paracadute“ non abbia funzionato».
Il ?paracadute“ di un ascensore non ha niente a che fare con i paracadute propriamente detti. Si tratta invece di un meccanismo composto da due cunei che scattano ad ?incastrare“ la cabina nei binari se questa assume una velocità troppo elevata. Spiega Berardi: «Sugli ascensori c?è un dispositivo che si chiama ?limitatore di velocità“. In caso di eccessivo aumento della velocità della cabina, questo dispositivo trasmette al ?paracadute“ l?ordine di scattare. Il passeggero può avvertire una botta brusca, ma nient?altro. Accadde anche a Roma, qualche tempo fa, che si ruppe l?argano di un ascensore. Scattò il ?paracadute“ e non successe nulla. Che io ricordi, a Roma non si sono mai verificate tragedie dovute alla rottura di un ascensore».
Berardi non vuole spingersi a tentare di rintracciare eventuali responsabilità nella tragedia napoletana. Sostiene tuttavia: «La prima cosa che una ditta manutentrice fa, quando controlla un ascensore, è proprio la verifica del funzionamento del ?paracadute“. I controlli delle ditte manutentrici si fanno ogni sei mesi, mentre ogni due anni si effettuano controlli da parte dell?Agenzia regionale per l?Ambiente o da organismi privati notificati a Bruxelles dal Ministero delle Attività produttive». Quanto all?ipotesi che l?ascensore abbia ceduto perché sovraccarico, Berardi si mostra scettico: «Se l?ascensore napoletano era nato per ospitare quattro persone, vuol dire che era stato predisposto per sopportare quel peso. Limitarne l?uso, come è stato fatto, a due sole persone può significare un accorgimento di prudenza, ispirato forse dal motore troppo vecchio o dai freni che non funzionavano bene. Ma né motore vecchio né freni logori possono determinare una tragedia come quella di Napoli».
Carlo Rienzi, presidente del Codacons, punta invece l?indice accusatorio contro il meccanismo delle proroghe: «Troppi impianti non sono ancora stati messi a norma. Le Amministrazioni comunali concedono proroghe su proroghe. E? un fatto di una gravità assoluta».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VIAGGI & TURISMO
-
Tags: aerei, anacam, berardi, napoli, paracadute
