Dubbio sul rubino? Fatelo controllare
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fonte:
- Il Giorno
MILANO – Premesso che a caval donato non si guarda in bocca e che un regalo è sempre un regalo, se avete qualche dubbio sull`autenticità di gioielli in gemme, collane in oro o bracciali di diamante, trovati sotto l`albero, potete ricorrere alla Cisgem, azienda speciale della Camera di Commercio. Nel giro di qualche giorno può analizzare l`oggetto e consegnare un certificato di verifica. Tempi duri quindi per chi ha contato sulla buona fede del destinatario. Magari infilando un oggetto di poco conto in una scatoletta molto più prestigiosa. Un orrore di comportamento, quasi pari a quello di chi fa il controllo. Due persone così, si meritano. Passare alla verifica non è comunque difficle, basta una telefonata per prenotare o spedire il gioiello in odore di falsità al centro tramite corriere o posta per riaverlo indietro, con l`esito delle analisi, tramite spedizione in contrassegno. I test possono essere eseguiti su pietre preziose, diamanti, rubini, smeraldi, avori, giada, lapislazzuli, perle. Lo scopo non è conoscere il valore di mercato, ma l`autenticità, le caratteristiche tecnico-commerciali sulla base delle quali è poi possibile una valutazione. “Cisgem, il centro informazione e servizi gemmologici della Camera di Commercio, è il servizio pubblico per l`analisi e la certificazione di qualità – spiega Dario Bossi Migliavacca, presidente dell`azienda – Il laboratorio ha tecnologie avanzate, che assieme all`esperienza dei propri analisti, permettono di distinguere tutti i materiali in commercio e individuarne anche le più recenti sintesi e sofisticazioni“. Dai gioielli, passiamo al regalo in genere. Può succedere che non vada bene. Cosa Fare? Si ricila? No : “Quante volte abbiamo visto cartelli con scritto che il cambio della merce difettosa si fa entro 8 giorni dalla data dello scontrino. È evidente che se la regola fosse davvero questa, la gran parte dei regali comprati per Natale non potrebbe essere cambiata, salvo per chi ha fatto l`acquisto all`ultimo momento. Peccato che non sia così! È una leggenda, diffusa dai commercianti“ dichiara il Codacons, associazione dei consumatori, facendo riferimento al decreto 24/2002 che dà due mesi di tempo dalla data in cui avete scoperto il difetto di conformità per denunciarlo al venditore. Attenzione. Per avere diritto al cambio, non c`è bisogno che la merce sia difettosa. È sufficiente che non sia conforme. Il concetto di difetto di conformità, spiega l`associazione, “è molto più esteso rispetto a quello di merce difettosa. Un prodotto può essere perfettamente funzionante, ma ugualmente non conforme. Ad esempio perché non è conforme alla descrizione fatta dal venditore (vi ha detto che era in puro cotone e non era vero) oppure perché non idonea all`uso particolare voluto dal consumatore e da questi portato a conoscenza del venditore al momento della conclusione del contratto (volevate un capo impermeabile ma non lo è). Ad esempio, se al momento dell`acquisto del regalo natalizio avete chiesto al venditore di poter cambiare la merce nel caso la taglia non fosse stata quella giusta o nel caso il festeggiato avesse già ricevuto quello stesso regalo, allora, sempre che il venditore abbia accettato, avete diritto al cambio. Solo se cambiate idea o il regalo semplicemente non è piaciuto, il negoziante non è tenuto a cambiare la merce, salvo che si fosse esplicitamente impegnato a farlo al momento dell`acquisto“. Il Codacons, quindi, ha elaborato una sorta di vademecum per ricordare “i diritti del consumatore“: “Conservate lo scontrino, avete due mesi di tempo per denunciare al venditore un difetto, avete diritto, a vostra scelta, alla riparazione o alla sostituzione. Se riparazione e sostituzione non sono possibili o eccessivamente onerose, potete chiedere una riduzione del prezzo o la restituzione dei soldi, sempre a vostra scelta; non siete obbligati ad accettare un buono acquisto, se preferite i soldi“.
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