Dubbi sulla stretta antifumo chi controlla uffici e stazioni?
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fonte:
- la Repubblica
Dubbi sulla stretta antifumo chi controlla uffici e stazioni?
Alla Centrale giallo sulla responsabilità Il segretario della Camera di commercio “Mi toccherà fare il caporale di giornata“
Il primo giorno hanno intascato il verbale, il secondo lo hanno contestato. Com´era nelle previsioni, la legge antifumo del ministro Sirchia, ventiquattr´ore dopo il varo, ha scatenato proteste ma soprattutto dubbi non ancora chiariti. Chiede lumi, senza rinunciare all´ironia, il segretario generale della Camera di commercio dopo la multa appioppata al suo autista; chiede l´intervento del ministero delle Infrastrutture la società Grandi stazioni che gestisce la Centrale di Palermo dove lunedì, in biglietteria, sono stati pizzicati tre giovani con la sigaretta accesa.
«Per fortuna mi chiamo Antonio – esordisce il segretario della Camera di commercio, Rovereto – Come Sant´Antonio da Padova cercherò di ottenere il dono dell´ubiquità: solo in questo modo sarò in grado di sorvegliare che, piano per piano, non ci sia una sigaretta accesa. Secondo la nuova normativa antifumo, il responsabile del rispetto della legge è l´economo, che ieri (lunedì, ndr) era in malattia. Così, in seconda battuta, la responsabilità cade su di me. Ma come faccio a controllare tutto il palazzo?».
Rovereto dovrà pagare una contravvenzione di 400 euro per omesso controllo. «Intanto però non mi hanno ancora notificato nulla, i vigili urbani mi hanno solo identificato – precisa il segretario generale della Camera di commercio – Ma il verbale non deve essere rilasciato al momento della contestazione? Vorrei fare luce su questo aspetto della vicenda. Poi valuterò se presentare ricorso oppure no. Le leggi si rispettano, per carità, ma questa norma antifumo è veramente difficile da applicare, specie se durante la giornata si svolge un lavoro. Per evitare altre multe, invece di occuparmi dell´attività del mio ufficio, dovrò fare il caporale di giornata: prenderò due dipendenti per piano e ordinerò loro di sorvegliare che nessuno, tra il personale e gli utenti, accenda sigarette».
E se qualcuno lo farà, Rovereto ha già in mente il provvedimento da prendere: «Chiamerò immediatamente il 113 per denunciare l´accaduto. Così, se un istante dopo arriveranno i vigili, io dimostrerò di avere fatto tempestivamente il mio dovere e mi salverò dalla multa. Ma si può lavorare così?».
Lunedì, intorno alle 13,30, l´autista di Rovereto era sul marciapiede davanti all´ingresso, in “pausa sigaretta“. Ma è stato richiamato dentro per rispondere a una telefonata della moglie. E i caschi bianchi lo hanno sanzionato arricchendo l´elenco dei tabagisti beccati in flagranza, elenco che ha fatto registrare a Palermo il record nazionale di verbali (cinque) nella prima giornata antifumo.
Decisivi ai fini della graduatoria sono stati anche i tre giovani pizzicati lunedì pomeriggio alla stazione centrale con la sigaretta accesa mentre erano in fila in attesa di acquistare il biglietto del treno. Anche loro sono stati multati, ma la stessa cosa non è stata fatta con il responsabile della biglietteria. Anzi, la ricerca di un responsabile ha aperto un´altra falla nella normativa antifumo. Perché la Centrale è gestita da Grandi stazioni spa, che però ha la responsabilità solo di alcuni locali: il resto è affare di Rfi. Così, quando scatta una multa antifumo, la prima cosa da fare è marcare il territorio per stabilire chi doveva sorvegliare. E poi, proprio nelle stazioni, già dal 1980 è in vigore una normativa contro il fumo che non è stata abrogata dalla nuova legge voluta dal ministro Sirchia. «La normativa dell´80 – precisano da Grandi stazioni – affida la sorveglianza a tutti gli operatori, la nuova legge la delega a un solo responsabile. Non è affatto chiaro chi debba controllare».
È per questo che Grandi stazioni ha chiesto l´intervento del ministero delle Infrastrutture: «La Centrale di Palermo registra 80 mila transiti giornalieri, come si fa a garantire che nessuno fumi? – si domandano dall´ufficio stampa di Grandi stazioni – È come imporre i controlli sulle sigarette in una spiaggia». Alla fine i vigili hanno solo identificato un addetto alla biglietteria, riservandosi di sanzionarlo dopo nuovi accertamenti. Una multa invece è stata notificata ieri al cittadino cinese titolare di un negozio di chincaglieria di via Torino, beccato lunedì pomeriggio con la sigaretta accesa. I vigili erano andati a trovarlo per farsi aiutare a comunicare con il nipote Joo che avevano appena multato alla Stazione.
Codacons e Listaconsumatori, intanto, lanciano l´allarme scuole. «Qualora dovessero riscontrarsi violazioni e il fumo fosse tollerato nelle scuole della Sicilia – avvertono – chiederemo di elevare, per ogni violazione, la sanzione massima prevista dalla legge nei confronti del direttore regionale del ministero dell´Istruzione, il quale dovrebbe poi aprire procedimenti contro i presidi che hanno consentito agli studenti di fumare».
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