16 Marzo 2007

Droghe leggere, manette più facili

Il Tar Lazio annulla il decreto firmato da Livia Turco che aveva raddoppiato le quantità lecite.
Droghe leggere, manette più facili
La soglia d`uso senza rischi penali torna da 1000 a 500 mg

Manette più facili per chi viene trovato in possesso di cannabis. L`allargamento della sfera possesso-lecito, frutto di un decreto dell`agosto 2006 a firma Livia Turco, riceve la bocciatura del tribunale amministrativo del Lazio: la quantità che si potrà tenere senza rischiare penalmente rimane ferma a 500 milligrammi di principio attivo (THC), come stabilito dal più rigoroso decreto `Berlusconi-Storace` di un anno fa, invece che a passare a 1000 milligrammi come stabilito sotto il nuovo governo. Secondo il Tar Lazio (sezione terza quater, ordinanza 14 marzo 2007, RG n. 12091/2006), la legge sugli stupefacenti non conferisce un `potere politico` di scelta della soglia da cui dipende l`applicazione della legge penale: non è con un `decreto interministeriale` che si possono individuare i limiti massimi per droga e psicofarmaci, considerato anche il fatto che la scelta, nel caso specifico, non risulta per i giudici `supportata da alcuna istruttoria tecnica che giustifichi il raddoppio del parametro`. Pronta la risposta del ministro della salute, Livia Turco: `farò appello al Consiglio di stato`, ha replicato ieri, `perché ne ritengo infondate le motivazioni`.Staffetta Berlusconi-Turco sulla soglia consentitaLa stretta sul possesso di cannabis, punito penalmente con il carcere da uno a 6 anni (da sei a 20 nei casi più gravi), è arrivata nella primavera dello scorso anno con decreto dell`11/4/2006 firmato ad interim dall`ex premier Silvio Berlusconi (al posto di Francesco Storace, prima ministro della salute). Il provvedimento ha fissato parametri più severi per individuare le quantità in applicazione della legge Fini-Giovanardi, la 49/2006: il moltiplicatore 20 per la cannabis (che produce `un`alterazione comportamentale relativamente bassa`), 10 per l`eroina (che provoca `particolare alterazione comportamentale`); 5 per la cocaina e gli altri stimolanti (ecstasy e anfetamina; in tutti questi casi la pericolosità è considerata molto alta).Con decreto del 4/8/2006, il nuovo ministro della salute ha modificato a sua volta, in direzione opposta, i parametri di legge: per le sostanze `Delta-8-tetraidrocannabinolo (THC)` e `Delta-9-tetraidrocannabinolo (THC)`, il valore `20` è diventato `40`. E dunque sono raddoppiati i quantitativi massimi in mg consentiti senza sanzioni penali: il valore 500 è stato sostituito dal valore `1000`. In termini pratici, quindi, da novembre (quando il decreto Turco è entrato in vigore) a oggi, per far scattare le manette è stato necessario che un soggetto possedesse almeno di un grammo di cannabis. Stop dei giudici alla linea morbidaIl Tar Lazio, con ordinanza cautelare di due giorni fa, ha annullato in via sospensiva il decreto Turco accogliendo il ricorso del Codacons e dell`associazione Art. 32-Associazione diritti del malato.Per i giudici, l`art. 73 comma 1-bis del dpr 209/90 (legge madre sugli stupefacenti) conferisce solo un `potere di scelta di discrezionalità tecnica`.Già annunciato l`appello contro la pronuncia dei giudici. Ciò che il nuovo ministro della salute contesta, in particolare, è che la stessa legge sulle droghe non dia indicazioni tecniche per determinare le quantità. Discorso che, ricorda Livia Turco in una nota diffusa ieri, vale anche per il decreto Berlusconi-Storace: anche allora la commissione scientifica che seguì i lavori segnalò l`impossibilità di una `valutazione tecnica che sostituisse quella politica`. Se così fosse, secondo il ministro, dovrebbe finire nel nulla anche il decreto precedente, con la conseguente inapplicabilità della stessa legge Fini-Giovanardi.

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