6 Febbraio 2007

Droghe, digiuno a staffetta per cambiare legge

Decine di adesioni allo sciopero della fame intrapreso cinque giorni fa da Franco Corleone. Chiedono alla Camera di avviare la discussione sulla proposta di legge Boato sulle sostanze stupefacenti. Leoni: “Illecito dire no“

Droghe, digiuno a staffetta per cambiare legge

Roma Quinto giorno di sciopero della fame per Franco Corleone, ex sottosegretario alla giustizia del centrosinistra e presidente dell`associazione Forum droghe. La sua è una “richiesta minima che incomprensibilmente non è stata accolta“: calendarizzare la discussione in Parlamento sulla proposta di legge Boato in materia di droghe e tossicodipendenze. La bozza è stata presentata alla Camera nei primissimi giorni del governo Prodi e assegnata in sede congiunta alle commissioni Giustizia e Affari sociali di Montecitorio, il 20 settembre scorso. “Da allora però è rimasta chiusa in un cassetto“, dice con la voce provata il sessantenne garante dei diritti dei detenuti di Firenze. Che racconta: “Ieri stavo meglio, oggi mi sento un po` giù“. Al digiuno di protesta si uniranno oggi anche Riccardo De Facci, portavoce della Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza), Susanna Ronconi, membro della Consulta nazionale delle tossicodipendenze, e Andrea Boraschi, dell`Associazione per le libertà “A buon diritto“. Ma sono già decine le persone che, dai prossimi giorni, si alterneranno in staffetta allo sciopero della fame. Membri della società civile e operatori del pubblico e privato sociale chiedono alle commissioni Giustizia e Affari sociali di nominare in sede congiunta i relatori e avviare la discussione. Niente di più, solo un primo passo, anche perché l`esperienza insegna che una legge può rimanere bloccata in commissione per anni, come è successo alla stessa legge Fini-Giovanardi ferma per 24 mesi prima di essere approvata con due voti di fiducia dal governo Berlusconi a fine mandato. “Un blitz scandaloso che ha esautorato il Parlamento su una grande questione, quella delle sostanze stupefacenti – afferma Corleone – e ora il nuovo parlamento ha il dovere di affrontare l`argomento e misurarsi con le differenti posizioni“. “Fa riflettere sullo stato della nostra democrazia – aggiunge amaro Corleone – il fatto che per ottenere una cosa dovuta, che ha a che fare col funzionamento del Parlamento, si debba ricorrere al digiuno“. A sostenere la sua richiesta ci sono le firme di tutti i parlamentari di Rifondazione raccolte dal vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera, Daniele Farina, che tre mesi fa ha posto la legge Boato tra quelle da calendarizzare in quota Prc. E con loro il responsabile delle droghe dei Ds, Giuseppe Vaccari, i parlamentari ulivisti Ruggero Ruggeri e Cinzia Dato, e la deputata verde Tana De Zulueta. Lo stesso Carlo Leoni, vicepresidente Ds della Camera e secondo firmatario della pdl Boato, assicura che “problemi non ce ne sono affatto, non possono esserci: sappiamo che ci saranno delle resistenze sia dal centrodestra che dal centrosinistra ma non si può impedire la discussione“. Oggi stesso, promette, parlerà di nuovo con i due presidenti di commissione, Mimmo Lucà (Ulivo, Affari sociali) e Pino Pisicchio (Idv, Giustizia) affinché diano il via all`iter. Perché, dice, “quando fu varato il decreto Turco“, che raddoppiava la quantità massima di cannabis consentita per uso personale (e sul quale a metà marzo il Tar del Lazio dovrà emettere un parere dopo il ricorso del Codacons), “tutti, anche i critici, dissero che ci voleva una legge più organica“. Per questo Leoni giudica l`iniziativa di Corleone “sacrosanta“. Ma assicura: “In settimana riusciremo a sbloccare la situazione“. Una settimana che si annuncia “calda“ sul fronte droghe anche perché giovedì il ministro Paolo Ferrero è atteso in commissione Sanità del Senato per presentare le linee guida della nuova legge sulle tossicodipendenze che abrogherà la Fini-Giovanardi. Come da programma governativo.

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