Droghe, digiuno a staffetta per cambiare legge
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fonte:
- Il Manifesto
Droghe, digiuno a staffetta per cambiare legge
Roma Quinto giorno di sciopero della fame per Franco Corleone, ex sottosegretario alla giustizia del centrosinistra e presidente dell`associazione Forum droghe. La sua è una “richiesta minima che incomprensibilmente non è stata accolta“: calendarizzare la discussione in Parlamento sulla proposta di legge Boato in materia di droghe e tossicodipendenze. La bozza è stata presentata alla Camera nei primissimi giorni del governo Prodi e assegnata in sede congiunta alle commissioni Giustizia e Affari sociali di Montecitorio, il 20 settembre scorso. “Da allora però è rimasta chiusa in un cassetto“, dice con la voce provata il sessantenne garante dei diritti dei detenuti di Firenze. Che racconta: “Ieri stavo meglio, oggi mi sento un po` giù“. Al digiuno di protesta si uniranno oggi anche Riccardo De Facci, portavoce della Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza), Susanna Ronconi, membro della Consulta nazionale delle tossicodipendenze, e Andrea Boraschi, dell`Associazione per le libertà “A buon diritto“. Ma sono già decine le persone che, dai prossimi giorni, si alterneranno in staffetta allo sciopero della fame. Membri della società civile e operatori del pubblico e privato sociale chiedono alle commissioni Giustizia e Affari sociali di nominare in sede congiunta i relatori e avviare la discussione. Niente di più, solo un primo passo, anche perché l`esperienza insegna che una legge può rimanere bloccata in commissione per anni, come è successo alla stessa legge Fini-Giovanardi ferma per 24 mesi prima di essere approvata con due voti di fiducia dal governo Berlusconi a fine mandato. “Un blitz scandaloso che ha esautorato il Parlamento su una grande questione, quella delle sostanze stupefacenti – afferma Corleone – e ora il nuovo parlamento ha il dovere di affrontare l`argomento e misurarsi con le differenti posizioni“. “Fa riflettere sullo stato della nostra democrazia – aggiunge amaro Corleone – il fatto che per ottenere una cosa dovuta, che ha a che fare col funzionamento del Parlamento, si debba ricorrere al digiuno“. A sostenere la sua richiesta ci sono le firme di tutti i parlamentari di Rifondazione raccolte dal vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera, Daniele Farina, che tre mesi fa ha posto la legge Boato tra quelle da calendarizzare in quota Prc. E con loro il responsabile delle droghe dei Ds, Giuseppe Vaccari, i parlamentari ulivisti Ruggero Ruggeri e Cinzia Dato, e la deputata verde Tana De Zulueta. Lo stesso Carlo Leoni, vicepresidente Ds della Camera e secondo firmatario della pdl Boato, assicura che “problemi non ce ne sono affatto, non possono esserci: sappiamo che ci saranno delle resistenze sia dal centrodestra che dal centrosinistra ma non si può impedire la discussione“. Oggi stesso, promette, parlerà di nuovo con i due presidenti di commissione, Mimmo Lucà (Ulivo, Affari sociali) e Pino Pisicchio (Idv, Giustizia) affinché diano il via all`iter. Perché, dice, “quando fu varato il decreto Turco“, che raddoppiava la quantità massima di cannabis consentita per uso personale (e sul quale a metà marzo il Tar del Lazio dovrà emettere un parere dopo il ricorso del Codacons), “tutti, anche i critici, dissero che ci voleva una legge più organica“. Per questo Leoni giudica l`iniziativa di Corleone “sacrosanta“. Ma assicura: “In settimana riusciremo a sbloccare la situazione“. Una settimana che si annuncia “calda“ sul fronte droghe anche perché giovedì il ministro Paolo Ferrero è atteso in commissione Sanità del Senato per presentare le linee guida della nuova legge sulle tossicodipendenze che abrogherà la Fini-Giovanardi. Come da programma governativo.
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