DROGA:STOP DECRETO LIMITI CANNABIS;TURCO,CAMBIARE LEGGE
-
fonte:
- Ansa
TAR LAZIO SOSPENDE NORMA CHE INNALZA QUANTITA`, E` POLEMICA
(ANSA) – ROMA, 15 MAR – Cinquecento milligrammi in più al
centro delle polemiche: con un decreto a sorpresa, lo scorso 13
novembre, il ministro della salute Livia Turco innalzava da 500
a 1000 milligrammi il quantitativo massimo di cannabis, espresso
in principio attivo, che può essere detenuto per uso
esclusivamente personale, senza incorrere nella presunzione di
spaccio e nei provvedimenti punitivi in base alla legge
Fini-Giovanardi. A distanza di quattro mesi arriva lo `stop`:
quello del Tar del Lazio, che oggi ha sospeso il cosiddetto
`decreto Turco` accogliendo la richiesta del Codacons e di una
cooperativa sociale di Taranto.
Immediata la reazione del ministro: “Farò ricorso al
Consiglio di Stato“ e, comunque, è la “legge Fini-Giovanardi
che va cambiata“. E immediata è anche la polemica politica,
con il centrodestra che chiede a gran voce le dimissioni del
ribattezzato “ministro dello spinello“ e il centrosinistra che
fa cerchio in difesa della Turco e del suo decreto, fatto,
afferma il Prc, “per evitare l`incarcerazione di tanti giovani
colpevoli solo di farsi una `canna“`.
Ma con quale motivazione i giudici amministrativi hanno
spiegato la loro decisione? La Legge, afferma l`ordinanza, “non
conferisce al Decreto un potere politico di scelta in ordine
alla individuazione dei limiti massimi delle sostanze
stupefacenti o psicotrope che possono essere detenute senza
incorrere nelle sanzione penali“, bensì “un potere di scelta
di discrezionalità tecnica, soprattutto per quanto attiene alle
competenze del Ministero della Salute“. In altre parole, in base
alla legge, la quantità di sostanza detenibile non può essere
decisa sulla base della dicrezionalità politica , ma la scelta
deve essere “tecnica“. Una motivazione “infondata“, ribatte
Turco, ed il perché è presto detto: la legge Fini-Giovanardi
“non offre al Ministro della Salute alcun criterio tecnico per
determinare tale quantità“ e “la stessa Commissione
scientifica, insediata dall`allora Ministro Storace per
determinare i quantitativi di sostanze stupefacenti ai fini
della prescrizione delle sanzioni, concluse i suoi lavori
segnalando l`impossibilità di una valutazione tecnica che fosse
sostituiva della decisione politica. E ciò proprio in
riferimento alla determinazione delle quantità massime
detenibili senza incorrere in sanzioni penali“. La decisione,
cioé, spetta al ministro, sostennero allora i tecnici nominati
da Storace. E la questione potrebbe complicarsi ulteriormente:
“Qualora anche il Consiglio di Stato dovesse confermare gli
orientamenti del Tar – ha spiegato Turco – si potrebbe ritenere
annullabile anche il vecchio decreto `Berlusconi-Storace`,
rendendo di fatto inapplicabile la stessa legge
Fini-Giovanardi“. Se, cioé, non è la discrezionalità
politica a poter fissare le quantità consentite, allora anche
le norme precedenti, che fissano tali quantità, dovrebbero
decadere.
Insomma, Turco non ha nessuna intenzione di `cedere` e la
battaglia si annuncia complessa. Ma intanto, divampa il
dibattito politico. Plaude la decisione del Tar, Carlo
Giovanardi dell`Udc: “Il raddoppio del limite della cannabis
detenibile per uso personale – afferma – è stata una sorta di
manifesto politico-ideologico senza nessun supporto di tipo
scientifico“. E parla di “ennesima bocciatura per il governo“
la vicepresidente della Camera Giorgia Meloni (An). Rincara la
dose il capogruppo Udc alla Camera Luca Volonté: “In questo
momento, in cui si propone addirittura l`antidoping nelle
scuole, va reso un plauso ai giudici del Tar del Lazio“. Da An,
con Storace e Pedrizzi, Udc e Fi arriva la richiesta di
dimissioni: “Bocciata dal Tar, Turco vada a casa“.
Il centrosinistra, pur con qualche eccezione, si schiera
invece a sostegno della Turco, a partire dal ministro della
Solidarietà sociale Paolo Ferrero: l`ordinanza del Tar richiede
“l`avvio di una rapida discussione sulla nuova legge sulla
lotta alle droghe“, ha commentato, dichiarandosi d`accordo
sulla necessità di impugnare il provvedimento. Chiede che si
arrivi al più presto al varo della legge che deve sostituire la
Fini-Giovanardi anche il Prc e invita a “riscrivere“ la legge,
“inefficace“, pure il presidente della Commissione Sanità del
Senato, Ignazio Marino. In gioco, affermano i radicali, è la
libertà personale. Voci `dissonanti`, quelle delle senatrici
teodem dell`Ulivo Emanuela Baio e Paola Binetti, che invitano il
governo, nel modificare la legge sulla droga, a tenere conto
della decisione del Tar. Il ministro Turco, è infine la
posizione del presidente dei senatori dell`Ulivo Anna
Finocchiaro, “proponga il ricorso, a mio avviso, con ottime
ragioni. Ma vorrei osservare che, ancora una volta, viene
risolta dai giudici una questione che dovrebbe essere risolta,
invece, in sede politica e parlamentare“. (ANSA).
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
