16 Marzo 2007

DROGA:STOP DECRETO LIMITI CANNABIS;TURCO,CAMBIARE LEGGE

DROGA:STOP DECRETO LIMITI CANNABIS;TURCO,CAMBIARE LEGGE/ANSA




TAR LAZIO SOSPENDE NORMA CHE INNALZA QUANTITA`, E` POLEMICA








(ANSA) – ROMA, 15 MAR – Cinquecento milligrammi in più al

centro delle polemiche: con un decreto a sorpresa, lo scorso 13

novembre, il ministro della salute Livia Turco innalzava da 500

a 1000 milligrammi il quantitativo massimo di cannabis, espresso

in principio attivo, che può essere detenuto per uso

esclusivamente personale, senza incorrere nella presunzione di

spaccio e nei provvedimenti punitivi in base alla legge

Fini-Giovanardi. A distanza di quattro mesi arriva lo `stop`:

quello del Tar del Lazio, che oggi ha sospeso il cosiddetto

`decreto Turco` accogliendo la richiesta del Codacons e di una

cooperativa sociale di Taranto.

Immediata la reazione del ministro: “Farò ricorso al

Consiglio di Stato“ e, comunque, è la “legge Fini-Giovanardi

che va cambiata“. E immediata è anche la polemica politica,

con il centrodestra che chiede a gran voce le dimissioni del

ribattezzato “ministro dello spinello“ e il centrosinistra che

fa cerchio in difesa della Turco e del suo decreto, fatto,

afferma il Prc, “per evitare l`incarcerazione di tanti giovani

colpevoli solo di farsi una `canna“`.

Ma con quale motivazione i giudici amministrativi hanno

spiegato la loro decisione? La Legge, afferma l`ordinanza, “non

conferisce al Decreto un potere politico di scelta in ordine

alla individuazione dei limiti massimi delle sostanze

stupefacenti o psicotrope che possono essere detenute senza

incorrere nelle sanzione penali“, bensì “un potere di scelta

di discrezionalità tecnica, soprattutto per quanto attiene alle

competenze del Ministero della Salute“. In altre parole, in base

alla legge, la quantità di sostanza detenibile non può essere

decisa sulla base della dicrezionalità politica , ma la scelta

deve essere “tecnica“. Una motivazione “infondata“, ribatte

Turco, ed il perché è presto detto: la legge Fini-Giovanardi

“non offre al Ministro della Salute alcun criterio tecnico per

determinare tale quantità“ e “la stessa Commissione

scientifica, insediata dall`allora Ministro Storace per

determinare i quantitativi di sostanze stupefacenti ai fini

della prescrizione delle sanzioni, concluse i suoi lavori

segnalando l`impossibilità di una valutazione tecnica che fosse

sostituiva della decisione politica. E ciò proprio in

riferimento alla determinazione delle quantità massime

detenibili senza incorrere in sanzioni penali“. La decisione,

cioé, spetta al ministro, sostennero allora i tecnici nominati

da Storace. E la questione potrebbe complicarsi ulteriormente:

“Qualora anche il Consiglio di Stato dovesse confermare gli

orientamenti del Tar – ha spiegato Turco – si potrebbe ritenere

annullabile anche il vecchio decreto `Berlusconi-Storace`,

rendendo di fatto inapplicabile la stessa legge

Fini-Giovanardi“. Se, cioé, non è la discrezionalità

politica a poter fissare le quantità consentite, allora anche

le norme precedenti, che fissano tali quantità, dovrebbero

decadere.

Insomma, Turco non ha nessuna intenzione di `cedere` e la

battaglia si annuncia complessa. Ma intanto, divampa il

dibattito politico. Plaude la decisione del Tar, Carlo

Giovanardi dell`Udc: “Il raddoppio del limite della cannabis

detenibile per uso personale – afferma – è stata una sorta di

manifesto politico-ideologico senza nessun supporto di tipo

scientifico“. E parla di “ennesima bocciatura per il governo“

la vicepresidente della Camera Giorgia Meloni (An). Rincara la

dose il capogruppo Udc alla Camera Luca Volonté: “In questo

momento, in cui si propone addirittura l`antidoping nelle

scuole, va reso un plauso ai giudici del Tar del Lazio“. Da An,

con Storace e Pedrizzi, Udc e Fi arriva la richiesta di

dimissioni: “Bocciata dal Tar, Turco vada a casa“.

Il centrosinistra, pur con qualche eccezione, si schiera

invece a sostegno della Turco, a partire dal ministro della

Solidarietà sociale Paolo Ferrero: l`ordinanza del Tar richiede

“l`avvio di una rapida discussione sulla nuova legge sulla

lotta alle droghe“, ha commentato, dichiarandosi d`accordo

sulla necessità di impugnare il provvedimento. Chiede che si

arrivi al più presto al varo della legge che deve sostituire la

Fini-Giovanardi anche il Prc e invita a “riscrivere“ la legge,

“inefficace“, pure il presidente della Commissione Sanità del

Senato, Ignazio Marino. In gioco, affermano i radicali, è la

libertà personale. Voci `dissonanti`, quelle delle senatrici

teodem dell`Ulivo Emanuela Baio e Paola Binetti, che invitano il

governo, nel modificare la legge sulla droga, a tenere conto

della decisione del Tar. Il ministro Turco, è infine la

posizione del presidente dei senatori dell`Ulivo Anna

Finocchiaro, “proponga il ricorso, a mio avviso, con ottime

ragioni. Ma vorrei osservare che, ancora una volta, viene

risolta dai giudici una questione che dovrebbe essere risolta,

invece, in sede politica e parlamentare“. (ANSA).

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