4 Novembre 2009

Droga, un test per gli onorevoli

Carlo Giovanardi: «Esami volontari per dissipare ogni dubbio»

 
ROMA LO SPUNTO era arrivato da Ignazio La Russa che una settimana fa a Ballarò aveva rispolverato un argomento sempre verde per i corridoi dei Palazzi della politica: l’uso di droga da parte degli onorevoli. La Russa, parlando del caso Marrazzo e in replica a chi, con una buona dose di qualunquismo, aveva appena detto che «tanto i politici son tutti uguali», aveva ribattuto invitando tutti i parlamentari a farsi il test antidroga. L’idea ora è stata raccolta dal presidente del dipartimento per le politiche antidroga della presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, che ha invitato nuovamente i colleghi a sottoporsi liberamente a un esame per togliere qualsiasi dubbio sul proprio comportamento personale e ha fatto in modo che da lunedì prossimo a venerdì 17 novembre, in un ambulatorio a due passi da Montecitorio, i parlamentari italiani potranno sottoporsi volontariamente a un drug test immediato sulle urine. Il Dipartimento potrà anche fornire l’indicazione delle strutture specialistiche accreditate presso le quali sarà possibile effettuare un ulteriore test di riscontro sul capello. A QUESTO punto si attende di vedere quale tipo di successo avrà l’iniziativa, considerato che in passato un blitz delle Jene (poi rivelatosi una bufala) fece un gran rumore e un gruppo di agguerriti parlamentari presentò un esposto al garante della privacy per bloccare la messa in onda della trasmissione. Ma da allora (e soprattutto dopo il caso di Cosimo Mele, Udc, che fece sniffare un po’ troppo una sua amica allegra in un albergo della Capitale) il binomio droga-politica è rimasto prepotentemente d’attualità. In ultimo il caso Marrazzo che lo ha fatto tornare alla ribalta in parallelo con la necessità di fare chiarezza sui costumi privati degli eletti dal popolo. Come ebbe modo di dire anche Pier Ferdinando Casini, «gli italiani hanno diritto di sapere se i deputati e i senatori che hanno eletto sono o no dei tossicodipendenti». Loro, i parlamentari, però di voglia ne hanno assai di meno. E IN Transatlantico c’è chi giura che, fatta eccezione per pochi zelanti, anche questa sessione di test indetta da Giovanardi andrà pressochè deserta. Lui non se ne cura troppo. «Io metto a disposizione un servizio, poi sta alla coscienza di ciascuno di noi decidere se sottoporsi al test o meno». Un test che potrà diventare obbligatorio? «E’ molto difficile risponde perché in Italia un simile esame è obbligatorio solo per le professioni giudicate a rischio, come un pilota d’aereo o pulmann. Ma gli elettori potranno comunque giudicare chi rifiuta di sottoporvisi».  INTANTO, in attesa di novità e rivelazioni, il Codacons ha lanciato in 100 città italiane una raccolta di firme per presentare una legge che preveda che parlamentari nazionali, componenti del governo e amministratori di Regioni, Province e Comuni siano sottoposti a test antidroga e di cultura generale. Se anche verrà presentata, non passerà mai.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this