16 Aprile 2013

Draghi suona la sveglia alle banche «Prestate denaro a tassi ragionevoli»

Draghi suona la sveglia alle banche «Prestate denaro a tassi ragionevoli»

 

Massimo Degli Esposti MILANO DOPO averle a lungo difese, anche Mario Draghi perde la pazienza e accusa le banche. E’ «grave», dice il presidente della Bce, se le banche fanno mancare il credito all’ economia o prestano il denaro «a prezzi non ragionevoli». Per il numero uno dell’ Eurotower che ieri ha tenuto una ?lectio magistralis’ all’ Università di Amsterdam, a soffrirne sono soprattutto le piccole e medie imprese «che contribuiscono per tre quarti all’ occupazione nell’ area dell’ euro» ma che più delle grandi «dipendono dal settore bancario». Del resto tutta l’ area della moneta unica è «un’ economia a base bancaria» e «se le banche in alcuni Paesi non prestano soldi a tassi ragionevoli le conseguenze per l’ economia dell’ area sono gravi». In particolare per «quelle imprese che hanno sede nei Paesi in difficoltà, che devono affrontare condizioni di finanziamento peggiori rispetto a concorrenti con lo stesso livello di rischio in Paesi non sotto stress». Ma a chi da più parti lo sollecita ad adottare una politica monetaria ancor più accomodante, o addirittura a forzare la mano ai trattati europei per «battere moneta», come stanno facendo a piene mani la banca centrale americana e quella giapponese, Draghi replica che l’ Europa è differente: diverse sono le politiche fiscali ed economiche dei governi, diversa la situazione del debito e il rischio Paese, anche se la moneta è una sola. Perciò «non c’ è una misura univoca» che vada bene per tutti. Il problema, quindi, è la «frammentazione del mercato finanziario» simmetrica al diverso livello di stress delle economie. E anche se «ci sono miglioramenti» rispetto al picco della crisi in Europa «nondimeno, all’ orizzonte congiunturale dell’ Eurozona si stagliano ancora grossi problemi». Non si risolvono se non con un’ agenda «ambiziosa» di riforme strutturali «per migliorare la competitività dei Paesi dell’ area». Da parte sua la Bce «non intende sovvenzionare» le banche insolventi, nè i governi inadempienti, ma sollecita l’ Ue a compiere il processo di unificazione della vigilanza bancaria. IL MONITO di Draghi alle banche ha raccolto ampi consensi tra le categorie. Quelle agricole (Coldiretti e Confagricoltura), per esempio, lamentano uns flessione dei finanziamenti al settore pari al 22% che ha «messo sul lastrico» le Pmi. Adusbef e Codacons, richiamando il dato dell’ Istat sul crollo delle compravendite immobiliari e dei mutui nei primi nove mesi delm 2012 rimproverano al presidente della Bce di «essersi accorto solo adesso» del problema banche.

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