Draghi all’Ue il mercato del lavoro penalizza donne e giovani
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fonte:
- il Roma
PORTO. «Questa non è l’Italia come dovrebbe essere, né l’Europa come dovrebbe essere». Mario Draghi (nella foto) pone il problema del mercato del lavoro che penalizza donne e giovani e favorisce le disuguaglianze. Lo fa al Social summit che si apre ad Oporto. Se la Commissione europea vuole che, entro il 2030 almeno il 78% della popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni abbia un lavoro, Draghi spiega che bisogna cambiare strada. Intanto l’Italia proverà a fare la sua parte: «Grazie al Recovery Plan, stiamo cercando di porre rimedio a questa triste situazione. Verranno investiti 6 miliardi di euro per riformare le politiche attive del mercato del lavoro», dice Draghi. Servono «formazione e riqualificazione di coloro che devono cambiare lavoro o che sono alla ricerca di una prima occupazione, seguendo l’esempio del Programma europeo di garanzia per i giovani». Non solo. Draghi chiede anche che «il programma Sure di sostegno all’occupazione rimanga al suo posto», diventando strutturale; che le politiche comunitarie di aiuto alla crescita e all’innovazione restino in piedi a lungo. Si tratta del programma grazie al quale l’Italia ha finanziato le misure straordinarie di Cassa integrazione Covid. A conferma della crisi economica, ieri è arrivato un nuovo allarme sul fronte dei consumi. L’Istat ha registrato a marzo un calo del valore delle vendite dello 0,1 rispetto al mese precedente, un aumento di appena lo 0,2 nell’insieme del primo trimestre rispetto ai tre mesi prima. L’istituto di statistica descrive una variazione mensile «pressoché nulla» e una situazione di «sostanziale stazionarietà». Rispetto all’anno precedente, invece, per la prima volta dopo quattro mesi, l’andamento delle vendite vede il segno più, e un aumento del 22,9 ma questo è dovuto al fatto che il confronto è con marzo 2020. L’Unione nazionale consumatori parla dei dati Istat come «pessimi e scoraggianti». «L’Italia – osserva il Codacons – continua a vivere una fase di crisi sul fronte dei consumi, legata ad un generale impoverimento delle famiglie».
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