28 Gennaio 2021

Dpcm, Codacons: spostamenti verso seconde case illegittimi

 

Dura la critica del Codacons alle disposizioni che regolano gli spostamenti dei cittadini italiani tra comuni e regioni. Per l’associazione risulta in particolare del tutto ingiustificata l’evidente disparità di trattamento in base al titolo di chi ha la disponibilità delle seconde case al mare o in montagna.

Se la ratio delle limitazioni è il doveroso distanziamento sociale, non si comprende perché soltanto chi è il proprietario a tutti gli effetti può recarsi al mare o in montagna e non invece chi, grazie alla generosità di un amico e/o di un familiare, ha un godimento temporaneo dell’alloggio, come nel caso di contratto di comodato gratuito, non soggetto ad alcuna registrazione – spiega il Codacons –. Numerose in tal senso le richieste di chiarimenti giunte all’associazione in merito alle disposizioni del D.l. 14 gennaio 2021 n. 2 e le successive ordinanze del Ministero della salute che assegna alle singole regioni i colori giallo, rosso ed arancione.

Dal 16 gennaio è venuta meno l’esclusione delle seconde case, anche fuori regione e anche se collocate in zone diverse (anche rossa!), purché – chiarisce il Governo attraverso le FAQ – si tratti di case di proprietà o si possa esibire un atto con data certa anteriore al 14 gennaio 2021.

Si deve trattare di una svista, altrimenti è incomprensibile la limitazione per coloro che, pur avendone un legittimo godimento, non sono proprietari – denuncia il Codacons -. Fermo restando che nessun altro nucleo familiare deve godere contemporaneamente di quell’immobile, che rilevanza ha se il cittadino ha la disponibilità come proprietà, locazione o altro titolo?

E’ evidente che la norma è discriminatoria verso le fasce meno abbienti e moltiplica le disuguaglianze. I cittadini di serie A vanno al mare e/o in montagna; quelli di serie B stanno a casa!

E’ ora che il Comitato tecnico scientifico a disposizione del Governo includa, come in molti altri paesi europei, figure diverse, filosofi, storici, pedagogisti, giuristi, operatori del sociale. Non sono più sufficienti ii virologi ed esperti in ambito medico per disporre sulle limitazioni delle libertà fondamentali dei cittadini, occorre pensare a TUTTI i cittadini anche quelli che non hanno seconde ma neanche prime case.

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