13 Gennaio 2011

Dote ai Comuni dal federalismo arriva la tassa di soggiorno

ROMA – I Comuni potranno introdurre un contributo di soggiorno "sul modello di Roma". La capitale ha fatto da apripista a partire dal primo gennaio, altre città d´arte come Firenze e Venezia premono per introdurlo da mesi. Ora la tassa è in arrivo in diversi comuni del Paese. La novità potrebbe essere contenuta nel decreto sul federalismo fiscale. Il presidente dell´Anci, l´associazione nazionale dei Comuni e sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, lo ha anticipato dopo un incontro di due ore con il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli. «Non c´è però ancora nulla di definito – ha chiarito Chiamparino – poiché la decisione spetta alla collegialità del governo». L´incontro, in cui si è discusso anche della compartecipazione all´Irpef, è stato «interlocutorio», ma intanto la questione ha incassato la disponibilità del governo. Con le risorse comunali ridotte al lumicino, il balzello che ha sollevato le critiche degli operatori del settore e delle associazioni di consumatori, è visto come una delle strade per fare cassa. Due giorni fa il sindaco di Firenze, Matteo Renzi – che ne aveva discusso in un incontro ad Arcore con il premier, intascando il suo impegno personale – si era dimostrato ottimista, annunciando che a Firenze «la tassa di scopo arriverà a breve». Risorse per le casse comunali, ma una maggiore spesa per i turisti. Il Campidoglio grazie al contributo introdotto lo scorso 24 dicembre potrà contare su 82 milioni di euro in più all´anno. A Roma è presto per tracciare un bilancio sugli effetti del provvedimento sui flussi turistici, ma l´Adoc ha stimato che nel 2011 un fine settimana nella capitale costerà in media 34 euro in più a famiglia. Si tratta di un esborso da uno a tre euro per chi dorme in hotel (il costo varia in base alla categoria ed è valido solo per i primi dieci giorni di soggiorno). Non si applica ai bambini al di sotto dei 10 anni come a chi arriva a Roma per assistere un parente ricoverato in ospedale. La tassa di un euro a notte poi, oltre agli alberghi, si applica a Bed and Breakfast, campeggi e agriturismo, e prevede un rincaro dei biglietti dei bus turistici, dei battelli sul Tevere e degli stabilimenti balneari di Ostia (anche se il contributo deve essere ancora concordato). In Italia Roma è stata la prima, ma l´imposta – come ha ribadito l´Anci – è presente da anni e con diversi nomi nelle principali capitali europee come a New York. E se per le associazioni di consumatori tra cui il Codacons potrebbe tradursi in «un gravissimo colpo al turismo», per vederne gli effetti servono almeno tre mesi, secondo Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, anche se è ammissibile solo se va di pari passo con migliori servizi. Oltre alle principali città d´arte, di introdurre questo provvedimento se ne è discusso a Milano come a Verona. Per Roscioli «è importante che gli altri comuni introducano una tassa sul "modello Roma" e non tipologie diverse per non disorientare chi viene da fuori» ma – aggiunge – «come Roma ricava dal turismo l´11% del suo Pil, bisogna applicarla a quelli che si dichiarano ad alta vocazione turistica o che, in cambio, si impegnino a investire sul settore, altrimenti è solo un balzello». «Questa tassa non può trovare l´appoggio degli operatori del settore» – commenta Andrea Giannetti, presidente di Confindustria Assotravel – «come tour operator facciamo i conti con le imposte sui bus turistici e in altre città del mondo la city tax va a compensare l´Iva: per noi poi questo contributo di soggiorno pone problemi sui contratti in essere». Le categorie, colpite dalla crisi (alberghi e agenzie di viaggio hanno un calo degli utili del 15 per cento), temono effetti negativi e in un settore dove la concorrenza si fa su pochi euro e quasi la metà delle transazioni sono on line dovrebbero spiegare gli aumenti. Polemiche anche dall´Idv: «Invece di aumentare e far funzionare i servizi nei comuni ed eliminare gli sprechi, si vogliono penalizzare i turisti», dice il portavoce Leoluca Orlando.

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