Dossier sugli scempi nelle baie del Cilento
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fonte:
- la Repubblica
Parco nazionale, riserva di biosfera, patrimonio mondiale dell´umanità. Ma giorno dopo giorno il territorio del Cilento è sotto attacco. Speculazioni edilizie consentite dalle amministrazioni comunali, con il conseguente dilagare di un turismo di massa sempre più invasivo. Lo denuncia un dossier del Codacons. I comuni, secondo la denuncia del Coordinamento delle associazioni per la difesa dell´ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, permettono con le loro concessioni di «costruire in modo invasivo, anche a pochi metri dal mare, talvolta addirittura con rimozione di sabbia e di massi naturali». Violazioni sistematiche regolarmente denunciate dal Codacons che nel suo dossier presenta un catalogo dettagliato. Eccolo. Pisciotta: il comune, utilizzando i fondi Por (europei), finanzia i lavori del porto turistico, mettendo in atto una massiccia opera di cementificazione. Ma lo stesso comune si è opposto alla costruzione di quaranta villini in località Lacco, a pochi metri dal mare. Marina di Camerota: oltre trenta concessioni a stabilimenti balneari sul litorale con dune sabbiose, il Codacons ha presentato denuncia alla Commissione europea. Altro intervento ad Agropoli, con diffida preventiva alla Soprintendenza di Salerno per la salvaguardia della baia di Trentova, minacciata da un protocollo d´intesa tra il comune e Italia Turismo. Sulla collina della località Case del Conte, nel comune di Montecorice, sono ben visibili svariati scheletri di cemento che avrebbero dovuto dar vita a un complesso residenziale: le ordinanze di demolizione sono inevase da venticinque anni. E ancora. I fiumi Calore e Bussento. Sul primo il Codacons incassa un significativo successo: con la campagna "Non ingoiamo il rospo", contro il progetto "Interconnesione degli schemi idrici" presentato dal consorzio Velia Bonifica Bacino Alento. Prevedeva la deviazione delle acque e lo scavo di due gallerie di drenaggio, una delle quali lunga 2500 metri. Sull´ultimo tratto del Bussento, a sud di Scario, è previsto un intervento «fortemente invasivo»: un centro canoe, tre corpi di fabbrica in ferro, vetro e legno a due piani e varie altre strutture. Nella stessa area, la società Smam ha presentato un progetto di gasdotto. Per finire, il Codacons denuncia un paradosso. Due strutture nate per tutelare il patrimonio del Parco, che non risultano operanti e che «creano paradossalmente un pregiudizievole impatto per l´ambiente»: ad Aquara il Museo del fiume e dell´area faunistica della lontra e a Centola il Centro internazionale per lo studio delle migrazioni. Spesa complessiva sul milione e 840mila euro, fondi Por.
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