9 Febbraio 2002

Dossier del Codacons

Il caso.

Dossier del Codacons, finisce dal prefetto la lista dei commercianti esosi


«Prezzi, ecco l?euroscandalo»
Cittadini beffati: 100mila lire in più per la spesa


In città, con la scusa dell?euro, sono aumentati i prezzi. E sono aumentati troppo: nell?ultimo mese, per fare la spesa, la famiglia media ha dovuto sborsare 95 mila lire in più. Dati forniti dal Codacons: l?associazione di tutela dei consumatori ha chiesto l?intervento del prefetto, inviandogli un dettagliato dossier con nomi e cognomi dei negozianti coinvolti e il dettaglio dei prezzi cresciuti a dismisura. A fine mese, in occasione della definitiva uscita di scena della lira, il rappresentante del governo riunirà nuovamente il Comitato provinciale per l?euro e prenderà tutte le decisioni del caso: obbligando i commercianti esosi, se sarà necessario, a abbassare la ?cresta?.
Cronaca di uno scandalo annunciato. A partire dai primi di gennaio il Codacons ha rilevato i prezzi nei bar, nei supermercati, nei negozi di Sassari. Niente di nuovo, era già stato fatto nelle città della Penisola: solo che stavolta, a dare una mano ai volontari dell?associazione, sono casalinghe e consumatori che segnalano, raccontano, inviano scontrini e liste della spesa. Risultato: in città gli aumenti vanno ben al di là degli arrotondamenti fisiologici, tanto da legittimare il sospetto che parecchi commercianti abbiano lucrato sull?euroconfusione.
Si va dalle 20 lire di aumento sul singolo pacco di pasta (dalle 580 di dicembre alle 600 lire di gennaio) fino alle 3.300 lire di differenza su un chilo di formaggio (prezzo rilevato da una casalinga di Florinas nel suo market di fiducia). E come spiegare l?impennata dell?ammorbidente Sigma, schizzato dalle 2.650 alle 2.990 lire? O il singolare fenomeno della confezione da 6 bottiglie d?acqua minerale, rincarata di 1.000 lire nette dal giorno (del 2001) alla notte (del 2002)?
Non è tutto. L?indagine dei volontari del Codacons ha portato alla luce un altro inquietante fenomeno. Scontrini alla mano, ci sono prodotti il cui prezzo cambia notevolmente a seconda del negozio. Capirai la novità, dirà la casalinga navigata. Invece il valore delle oscillazioni è davvero rilevante.
Prendiamo il brandy Grand Marnier: la stessa identica bottiglia, acquistata in una enoteca di centro città, costa 20 euro e 15 cent, mentre in un supermercato della grande distribuzione la si paga 13 euro e 69 centesimi. Per chi è poco abituato alla nuova moneta, in lire fanno rispettivamente 39 mila e rotti (all?enoteca) e 26.500 (al supermercato): quasi 13 mila lire di differenza. Sorprendente. Così come interesserà agli amanti della birra scoprire che la stessa lattina di Moretti può costare 0,45 euro (871 lire) nel supermercato di piazza Fiume e 0,60 (1.162 lire) in quello di via Nizza.
Il Codacons mette le mani avanti: si tratta di prezzi non sottoposti a calmiere, i commercianti sono liberi di fare le proprie scelte, ma i consumatori hanno il diritto di sapere dove si possono acquistare i prodotti al prezzo migliore e dove, invece, il ricarico è più consistente. E gli uffici di via Enrico Costa 62 (ma l?associazione può essere contattata anche per telefono allo 079/200021 o via posta elettronica all?indirizzo [email protected]?) sono aperti a ulteriori segnalazioni su euroaumenti sospetti.

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