17 Settembre 2015

Dossier Anac, indaga la Corte dei conti

Dossier Anac, indaga la Corte dei conti
i pm hanno aperto un
fascicolo sulla base della relazione dell’ authority «lavori affidati
sempre alle stesse società e a prezzi poco convenienti»

• A Roma dietro ogni appalto e, ancor di più, dietro ogni affidamento diretto potrebbe nascondersi un esborso inutile di denaro pubblico. La Procura della Corte dei conti del Lazio ha avviato un’ indagine sulla base della relazione dell’ Autorità nazionale anticorruzione che analizza la situazione degli appalti erogati da Roma Capitale durante la consiliatura Alemanno, prima, e quella Marino, dopo. Il documento da 145 pagine è stato consegnato ai magistrati di via Baia monti lo scorso 7 agosto. Solo ieri, però, il procuratore capo Raffaele De Dominicis ha aperto ufficialmente un fascicolo che mira a verificare se c’ è stato un danno erariale e soprattutto a quali dirigenti comunali questo danno può essere addebitato. LO SPRECO È DIETRO L’ ANGOLO Gli ispettori dell’ Anac hanno evidenziato nella relazione «il massiccio e indiscriminato ricorso a procedura non a evidenza pubblica in grado di assorbire di fatto, in termini quantitativi, quasi il 90% delle procedure espletate». Per un valore complessivo pari al 43% degli appalti affidati. In pratica, quasi la metà dei lavori e dei servizi sono stati assegnati dal Campidoglio attra verso trattative private. Ciò non significa automaticamente che, ogni qualvolta si è in presenza di un affidamento diretto, ci sono gli estremi per un danno all’ erario. I pm contabili, infatti, devono dimostrare, caso per caso, che l’ amministrazione avrebbe speso dimeno scegliendo di assegnare un appalto di opere o servizi a un’ altra società. Per far questo è necessario operare delle comparazioni tra casi analoghi, in territori simili, con iden tiche categorie merceologiche. Il danno da mancato risparmio c’ è solo se si arriva a provare che utilizzando una procedura concorsuale più “aperta” i costi degli appalti sarebbero stati inferiori. BUCHE, SEMPRE I SOLITI NOTI Un altro risvolto investigativo, per la Procura della Corte dei conti, è dimostrare che il Comune ha subito un danno da lesione del principio da concorrenza. Questo accade quando gli appalti vengono assegnati sempre ai soliti soggetti. Sono tanti gli esposti arrivati sul tavolo dell’ Autorità anti corruzione: in quello del 20 febbraio scorso viene segnalato come la manutenzione delle strade nei municipi sia assegnata sempre alle stesse 12 imprese, «tutte riconducibili a un unico centro di comando». Sulla stessa linea una denuncia consegnata dal Codacons ai magistrati contabili, che evidenziala pericolosità delle buche dovute a scarsa manutezione. In base ai riscontri dell’ Anac «sono emerse rile vanti criticità, tra cui il frequente ricorso alle procedure negoziate, nonché l’ assenza di adeguati criteri e modalità di individuazione degli operatori da invitare alle gare e i tempi di consegna dei lavori non coerenti con l’ urgenza dichiarata in sede di gara». LO SPEZZATINO DEGLI APPALTI Un’ escamotage utilizzato spesso è quello di frazionare le prestazioni della stessa natura per mantenere gli importi assengati sotto la soglia comunitaria. Una sorta di “spezzatino” utilizzato per aggirare lo strumento della gara pubblica. È quello successo, per esempio, presso il mercato all’ ingrosso carni. Alla società Frigotermo sono stati assegnati ben 30 affidamenti diretti di importo variabile da 3 mila a 37.363 euro per i servizi relativi alla manutenzione della catena di macellazione, della centrale del freddo o dei depuratori. Allo stesso modo, spiegano gli ispettori dell’ Anac, “appare anomala” l’ assegnazione a Csa (Consorzio servizi annonari) da dicembre 2012 a dicembre 2014 di 25 affidamenti diretti da 4.880 a 159.531 euro per gestire lo svolgimento del servizio di pulizie e macellazione per il macello pubblico di Roma. Val. Di Cor.

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