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31 Maggio 2017

Il dossier Aifa rivela: 5 morti per i vaccini

il codacons rende pubblici i dati dell’ agenzia del farmaco relativi alle reazioni avverse registrate nel triennio 2014-2016 il rapporto, tenuto segreto dal ministero, contiene 21.000 segnalazioni, soprattutto patologie del sistema nervoso e infezioni
sarina biraghiGli effetti collaterali di un decreto? Il ricorso alla Procura della Repubblica. Il decreto legge che innalza da 4 a 12 i vaccini obbligatori per l’ iscrizione agli asili nido e le scuole materne, ma soprattutto impone pesanti sanzioni (fino a 7.500 euro) a quei genitori che decidono di non far vaccinare i propri figli, e che di conseguenza rischiano di vedere messo in dubbio l’ esercizio della patria potestà, continua a suscitare critiche e polemiche. Ieri è sceso in campo il Codacons, che ha reso pubblici i dati dell’ Aifa relativi alle reazioni avverse ai vaccini registrate nel triennio 2014, 2015 e 2016. Un rapporto che contiene 21.000 segnalazioni di reazioni avverse, pur senza relazione provata, finora tenuto segreto dal ministero della Sanità e dall’ Agenzia del farmaco. E da qui parte la denuncia del Codacons: il ministro Beatrice Lorenzin era a conoscenza di questi dati dell’ Aifa prima dell’ approvazione del decreto sull’ obbligo dei vaccini per i bambini da 0 a 6 anni oppure no? Sarà la Procura di Roma a dare la risposta. Qualora venisse accertata la contezza in materia del ministro della Salute, il Codacons sporgerà denuncia per omissione di atti d’ ufficio. Anche perché il dato più rilevante nel rapporto, più volte sollecitato anche da Adriano Zaccagnini, deputato ex M5s e Sinistra italiana, ora nel gruppo Mdp, definito il paladino anti vaccini, riguarda 5 casi di bambini morti in concomitanza alla somministrazione di vaccini esavalenti Infarinx. I casi segnalati dalle stesse case farmaceutiche e dalle Asl all’ Aifa sono: 3 in Piemonte (1 nel 2014 e 2 nel 2016); 1 in Lombardia (nel 2016); 1 in Sicilia (nel 2015). Oltre ai 5 decessi, nei dati non comunicati, ci sono centinaia di casi gravi di patologie del sistema nervoso e di infezioni varie. «La Procura della Repubblica di Torino sta indagando su questa vicenda», chiarisce il Codacons. «L’ Aifa sostiene che ciò non ha nulla a che fare con il farmaco, ma sarà l’ autorità giudiziaria ad indagare. Comunque l’ Agenzia ha il dovere di comunicare tutte le informazioni sulle reazioni avverse, sia dal punto di vista dei farmaci, sia dal punto di vista dei vaccini e invece queste segnalazioni non sono state pubblicate dal 2014». Immediata una nota di risposta dell’ Aifa: «Le affermazioni del Codacons diffondono dubbi e incertezze che non trovano fondamento nella scienza» e per questo l’ Agenzia ha dato mandato ai propri legali di «difendere contro il Codacons la verità scientifica, la realtà dei dati, la qualità dell’ operato del lavoro svolto dall’ Aifa che ha nella tutela della salute dei cittadini il suo unico scopo e obiettivo». Carlo Rienzi, presidente dell’ Associazione che da 40 anni difende i diritti dei cittadini, non si scompone ma ribadisce di non essere contro i vaccini «anzi sono importantissimi, ma siamo contro le violazioni, e contro i vaccini cumulati e mischiati insieme perché aumentano i rischi sui bambini. Chiediamo infatti: dateci dei vaccini singoli (in particolare quello antidifterico) e fate i controlli appropriati. Non si possono favorire in questo modo le case farmaceutiche». Infatti l’ avvocato, che fin dall’ inizio ha contestato il decreto vaccini chiedendo trasparenza sui vaccini singoli, testati e preceduti da indagini pre-vaccinali sui bambini e un piano d’ informazione, ha sottolineato i «grandi guadagni delle case farmaceutiche grazie ai vaccini. In Italia non esiste un calo di vaccinazioni, con il decreto, invece, si rafforzano i guadagni delle aziende di circa un miliardo». All’ incontro di ieri hanno partecipato, oltre ai parlamentari Bartolomeo Pepe e Adriano Zaccagnini, anche alcune famiglie provenienti da tutta Italia contrarie all’ obbligatorietà vaccinale che hanno chiesto un incontro pubblico con Lorenzin per spiegare le loro ragioni. In collegamento c’ era anche il papà di un bambino che ha subito danni dopo un vaccino. Poco prima della conferenza stampa, una delegazione del Codacons si era recata al Quirinale e al Senato per consegnare il rapporto segreto dell’ Aifa al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e al presidente del Senato, Pietro Grasso, per chiedere di convocare il Ministro della Salute per sciogliere ogni dubbio.Infine, il decreto sull’ obbligatorietà vaccinale, frutto di scelte programmate e pianificate non certo in presenza di «casi straordinari, urgenza e necessità», non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale mentre si confermano i dati positivi sulla copertura per le 4 vaccinazioni già obbligatorie (difterite, tetano, poliomielite ed epatite B, somministrate nell’ esavalente insieme a pertosse ed haemophilus b) rispetto a quelle raccomandate come il morbillo. Senza tralasciare, però, che nel Lazio, per esempio, ci sono 700 casi di morbillo ed il 20% riguarda gli operatori sanitari. Quindi che senso ha una vaccinazione a tappeto sui bambini da 0 a 6 anni? Peraltro, malgrado quanto sostenuto dal ministero, in Europa 15 dei 29 Paesi (Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito) non hanno alcuna vaccinazione obbligatoria avendo preferito la strada della «raccomandazione», mentre gli altri 14 ne prevedono almeno una all’ interno del proprio programma vaccinale nazionale.
sarina biraghi

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