18 Marzo 2006

Doppio blitz nei supermercati



Uno spettro si aggira fra gli scaffali dei supermercati friulani, in mezzo ai pelati e ai pannolini per bebè. Si chiama Rosa L., ha 27 anni e ha deciso di indossare la divisa da vendicatore dei consumatori perché è mamma di un bimbo di un anno e da mamma ha provato cosa vuol dire “vedere tuo figlio che vomita per una settimana, per colpa del latte che mi hanno venduto in un supermarket di Pordenone, anche se era scaduto da tre mesi“. E così, avvolta in un lenzuolone bianco con la scritta “controllo qualità“, ieri all`ora di pranzo Rosa ha partecipato assieme ad un`altra “fantasmina“ e ad alcuni colleghi maschi con casacchina d`ordinanza, al primo doppio “blitz“ del Codacons Fvg in un supermercato e in un ipermercato di Udine per rilevare eventuali irregolarità, “su segnalazione dei nostri iscritti“. E il “bottino“ di “anomalie“ collezionate (e schedate con precisione ragioneristica) dai rilevatori dell`associazione non è stato insignificante.“Nel primo supermercato – spiega la fantasmina numero 2, al secolo Adriana Gioui, 30 anni, casalinga pordenonese – ho trovato e comprato una pastina per bambini scaduta il 28 febbraio, e pane-brioche confezionato scaduto il 14 marzo“. Ma gli ovetti al cioccolato, pur lasciati sullo scaffale fuori tempo massimo pure loro, sono stati ritirati alla cassa e non venduti, dopo qualche battibecco garbato con gli addetti del “super“ vicino alla parrocchia di San Domenico. Nel secondo ipermercato, un colosso alle porte della città, Adriana mostra invece ai cronisti quello che alla massaia sprovveduta potrebbe sembrare un comune formaggio, un`appassita bianca per l`esattezza, e che invece rappresenta “un esempio di pubblicità ingannevole. Sul talloncino dell`offerta c`è scritto “da 12,99 euro al chilo a 6,50 alle casse“, ma sulla confezione si vede che il prezzo al chilo era di 7,90 euro: non è un “affarone“ al 50\% come potrebbe sembrare, ma solo uno sconto del 10\%“. Mentre il capo del gruppo Codacons (che non si può citare perché candidato alle amministrative di Pordenone) diventa protagonista di un siparietto – sempre molto garbato – con il responsabile dell`ipermercato (“Non discuto il fine ma il mezzo: venire vestiti da fantasmi mi sembra un po` eccessivo“), anche Nicola D`Andrea, avvocato praticante di Tricesimo e, per sua stessa ammissione, “frontmanoccasionale“ del Codacons, va a caccia di “anomalie“ fra gli scaffali e ne riemerge con una polenta bianca scaduta da quasi una settimana. Alla fine il bilancio è di tre prodotti “fuori tempo massimo“ (anche dei croissant datati 13 marzo). Prodotti che “saranno inviati al Codacons di Roma perché ci dicano se fanno male alla salute o no: se risulteranno dannosi, faremo denuncia ai Nas, altrimenti no. Questo è stato il primo controllo in provincia di Udine, la prossima settimana faremo altri blitz nel Pordenonese“.Certo, al cronista malizioso sorge spontanea una domanda: perché organizzare le “incursioni“ simboliche proprio ora, a poche settimane dal voto? “Si fa quando si può“, dice il grande capo, anonimo per par condicio come il suo braccio destro, anche lui candidato, ma per un altro partito e alle provinciali udinesi. Ma qualcuno dei “fantasmini“ ammette: “Il dubbio è legittimo“.

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