25 Giugno 2015

«Doppia revisione sui nostri autovelox»

«Doppia revisione sui nostri autovelox»
a medicina gli apparecchi rispettano già la sentenza della corte costituzionale.

di CRISTINA DEGLIESPOSTI – MEDICINA – UNA cosa è certa: la sentenza della Corte costituzionale che prevdee l’ obbligo di taratura e revisione periodica degli autovelox è una sentenza che rinfranca gli animi, di tutti. Gli animi degli automobilisti rimasti ‘vittime’ di una multa con l’ autovelox. Quelli delle associazioni che già lanciano a tambur battente campagne di assistenza ai cittadini per chiedere la restituzione delle sanzioni pagate. E gli animi di chi, invece, gli autovelox li installa e li gestisce di professione e che, proprio per evitare di incappare in sentenze simili, si è tutelato per tempo: dal 2007. E’ il caso di Area Blu, la società publica imolese partecipata dalla Città metropolitana e che sulle strade provinciali del Bolognese possiede ben 19 postazioni fisse di autovelox. SOLO a Medicina sono quattro, tra Trasversale di Pianura e San Vitale, ma gli apparecchi sono dislocati anche sulle provinciali di Zola Predosa, Sant’ Agata Bolognese, Bentivoglio, San Giovanni in Persiceto, Argelato, Budrio, Castenaso. Delle 19 postazioni, 14 sono attive ma, a rotazione, vengono attivate anche le colonnine posizionate negli altri cinque punti autorizzati dalla Prefettura. Con la sentenza depositata una settimana fa (113/2015) la Corte costituzionale «dichiara l’ illegittimità costituzionale dell’ articolo 45, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’ accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura». Ieri il Codacons Emilia-Romagna ha lanciato una maxi azione legale in favore di migliaia di automobilisti della regione multati da apparecchi per il controllo automatico della velocità. Sul sito del Codacons è pubblicata una pagina attraverso la quale gli automobilisti che hanno ricevuto una multa da autovelox possono diffidare il Comune responsabile del verbale a fornire le prove dell’ avvenuta manutenzione e la data dell’ ultima taratura. «Se l’ amministrazione non sarà in grado di fornire la prova relativa a manutenzione periodica e taratura – dice l’ associazione – sarà possibile impugnare i verbali, ottenere l’ annullamento delle multe ancora non pagate e chiedere la restituzione delle sanzioni già versate». In casa Area Blu, però, dormono sonni tranquilli. «Siamo avanti anni luce rispetto alla sentenza che ritengo giusta nei contenuti – spiega Ivan Mazzanti, funzionario della società -. Fin dal 2007 non abbiamo una sola certificazione annuale, ma due: quella del costruttore prevista dalla norma e una di una società terza (fornita da Accredia) che ogni anno verifica il corretto funzionamento delle macchine». La seconda verifica, però, ha un costo: 550 euro a macchina a carico di Area Blu. «Un tempo pagavamo anche 700 euro – continua Mazzanti -, ma non abbiamo mai digerito che proprio il costruttore autocertificasse il proprio operato».

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