19 Settembre 2010

Doppia fila, ogni giorno 500 multe a strascico

 
Dieci auto dei vigili impegnate contro sosta selvaggia. Il Comune: punire chi blocca il traffico Le prime multe sono in viaggio e sanzionano veicoli fermi, lasciati con le quattro frecce accese, in doppia fila, mentre i proprietari erano all’ ufficio postale, o al bar, assenti ingiustificabili. E’ la prima infornata di verbali staccati con il sistema street control: sono circa 30 mila le infrazioni accertate a partire dal 28 giugno, il lunedì d’ inizio estate in cui il Comune ha avviato la linea dura contro la sosta selvaggia. Una stangata? «Si fa un uso corretto dello strumento, non c’ è accanimento nei confronti degli automobilisti», dice Daniele Vincini, rappresentante del sindacato Sulpm. I dispositivi filmano i veicoli e inviano i dati al comando via Gprs: due scatti selezionati dal video, quelli che motivano la sanzione, sono disponibili sul sito Web del Comune (Servizio multa semplice). Sono dieci, oggi, le macchine dei vigili urbani dotate del sistema elettronico per le tele-multe a strascico, nove nei comandi di zona e una al nucleo radiomobile: a regime saranno una ventina. Ogni pattuglia, in media, rileva 25 infrazioni per turno di servizio: fanno 500 verbali al giorno, circa tremila a settimana, oltre 30 mila in tre mesi. Incasso stimato: 1,47 milioni di euro. Sono dati ufficiosi, recuperati da fonti sindacali. Perché Palazzo Marino non si è ancora premurato di divulgare una sua contabilità, ha solo spiegato lo scopo dell’ operazione: «Ogni giorno si fermano in doppia fila tra le 60 e le 90 mila auto, creando ingorghi e ritardi. E’ inaccettabile». Il rilevamento automatico, ha spiegato il vicesindaco Riccardo De Corato, «non si sostituisce alla presenza degli agenti sulle strade e negli incroci particolarmente trafficati, ma supporta il loro lavoro con l’ obiettivo di offrire un ulteriore deterrente per i comportamenti scorretti». L’ auto dei ghisa si accoda a un veicolo in doppia fila, attiva la telecamera, registra i numeri di targa, sfila di lato, fissa le immagini del posto di guida. Dopodiché, il dispositivo di controllo trasferisce i dati a un computer di bordo, che passa le informazioni al cervellone centrale per la selezione degli due scatti e l’ invio delle multe (38 euro, più 11 di notifica): «Il sistema deve accertare che nessuno sia presente sulla vettura». I sindacati avvertono: «La telecamera è "produttiva", ma non deve diventare un mezzuccio per fare cassa». Le associazioni di consumatori, anzitutto il Codacons, aspettano invece i primi verbali per imbastire i ricorsi davanti al giudice di pace. Lo street control è omologato dal ministero dei Trasporti e ha ricevuto il via libera dalla Prefettura: prima di Milano, veniva già utilizzato a Roma e Roma. Il Comune ha cominciato a impiegarlo sulle strade a scorrimento veloce, ad alta densità di ingorghi, in centro come in periferia, da via Turati a viale Marche, da via Manzoni a corso Lodi, a viale Umbria, da Vittor Pisani a viale Papiniano, da corso Magenta a viale Abruzzi, corso Sempione e via Lorenteggio. «Un ausiliare della sosta stacca 25 verbali in un’ ora- annota Vincini -. Una pattuglia con lo street control ne accumula altrettanti in un turno intero. Le tele-multe sono la modernità. Non una rivoluzione».

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