9 Dicembre 2009

Dopo un anno di ribassi, le tariffe del gas invertono la rotta

 Dopo un anno di ribassi, le tariffe del gas invertono la rotta e tornano a correre: dal primo gennaio la bolletta aumenterà infatti del 2,8%. Un incremento legato alla ripresa delle quotazioni del petrolio, che si tradurrà in un esborso aggiuntivo di poco più di 26 euro all’anno per le famiglie italiane tipo (quelle, cioè, con un consumo medio annuo di 1.400 metri cubi di metano). La stima sull’andamento delle tariffe del gas nei primi tre mesi del nuovo anno è di Nomisma Energia, che non prevede invece alcuna variazione sul fronte del costo dell’elettricità. Se dovesse essere confermato dal consueto aggiornamento trimestrale dell’Authority per l’energia, atteso per fine mese, l’aumento di gennaio interromperebbe una sequenza di ribassi incominciata all’inizio di quest’anno, quando il costo del gas era calato dell’1%. Nei trimestri successivi, complice la crisi mondiale, che aveva fatto crollare i prezzi delle materie prime, si erano registrate flessioni ancora più consistenti: -7,5% a marzo, -1,2% a giugno e -7,7% a settembre, che si erano tradotte in sconti fino a 92 euro all’anno sulle bollette degli italiani. A innescare la nuova corsa delle tariffe è ancora una volta il costo del greggio, che, dopo mesi di caduta libera, nelle ultime settimane ha ripreso quota e a ottobre ha raggiunto gli 80 dollari al barile. Gli aggiornamenti trimestrali del costo del gas, spiega Nomisma, si basano infatti sull’andamento delle materie prime nei nove mesi precedenti. I rincari delle bollette, se da una parte comportano un aggravio sulle tasche degli italiani, dall’altra rappresentano i primi, seppur timidi, segnali di svolta della recessione mondiale. Tassi di incremento dei prezzi, anche energetici, dell’ordine del 2-3% possono infatti «essere fisiologicamente salutari per l’economia, se dietro vi è una effettiva ripresa della domanda», spiega Davide Tabarelli, esperto di Nomisma Energia, anche se «è evidente che gli aumenti recenti del petrolio e delle tariffe sono dovuti molto agli acquisti speculativi delle grandi banche, che dispongono di enorme liquidità».  Meno disposte a considerare il lato positivo del rialzo delle bollette sono invece le associazioni dei consumatori, a partire dal Codacons: «Il governo deve intervenire a tutela dei bilanci delle famiglie italiane, bloccando le tariffe luce e gas per tutto il 2010», chiede il presidente del Codacons Carlo Rienzi, secondo cui «qualsiasi aumento delle bollette energetiche in questo momento di crisi rappresenterebbe una vera e propria tragedia per i redditi delle famiglie già ampiamente tartassate». Parlano di «regalo di Natale agli speculatori» Adusbef e Federconsumatori, che sottolineano come gennaio, insieme ad ottobre, sia il mese con il picco di consumi di gas e prevedono un rialzo delle tariffe del metano leggermente più elevato di quello anticipato da Nomisma, cioè intorno al 3%, con rincari di 30 euro all’anno per le famiglie. Discorso diverso, come detto, per le bollette della luce, per le quali Nomisma non si attende alcun aumento nel primo trimestre 2010. Anche se, sottolinea il centro di studi economici, non è possibile escludere del tutto qualche ritocco dei prezzi. L’aggiornamento delle tariffe elettriche è più complesso rispetto a quello del gas e tiene conto, oltre che dell’andamento passato dei prezzi dei combustibili, anche delle quotazioni in Borsa dell’energia elettrica, delle previsioni per l’anno successivo e degli oneri legati alle fonti rinnovabili. L’ultima parola, anche in questo caso, spetterà comunque all’Authority per l’energia.
 

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