2 Giugno 2012

Dopo terremoto: tanti gli indagati per i morti nei capannoni

Dopo terremoto: tanti gli indagati per i morti nei capannoni

Guglielmo Federici Dopo le nuove scosse, dopo il dolore e il disastro, ora ? il momento delle reponsabilit? giudiziarie. Che saranno molte, a quanto pare. Ci sar? una superperizia unica per le procure di Ferrara e Modena impegnate per le inchieste sui crolli dei capannoni per i terremoti del 20 e 29 maggio in cui sono rimasti uccisi operai che lavoravano. La superperizia sar? coordinata e gestita dalla Procura generale di Bologna: ? l’ ipotesi che gli inquirenti al lavoro stanno studiando e valutando, per indagare in sinergia. ? necessario, infatti, che la perizia cui si dovranno sottoporre i capannoni crollati sia la pi? qualificata possibile per accertare la verit? dei cedimenti. Si tratta di una novit? giudiziaria, percorribile, che permetter? di accelerare i tempi ed evitare di far eseguire due perizie distinte, con la procura generale arbitro della unica perizia mentre le due distinte procure lavoreranno sui fascicoli aperti per i diversi crolli registrati. Saranno molti ad essere coinvolti nello sbriciolamento dei capannoni ai quali era stata data l’ agibilit?. A Ferrara, i fascicoli aperti sono quelli dei pm Nicola Proto e Ciro Alberto Savino, che vedono al momento 8 indagati per il crollo all’ Ursa di Stellata, 5 per le Ceramiche di Sant’ Agostino e 4 per la Tecopress di Dosso. Numero di indagati, si apprende, destinato a crescere. Poich? l’ individuazione delle figure tecniche che hanno seguito progettazione e costruzione dei capannoni, da parte degli inquirenti, non ? ancora conclusa. Sul versante ferrarese, ad esempio, potrebbero essere altri due gli indagati sia per Tecopress che per Ceramiche S.Agostino. Poich? occorre diversificare il ruolo dei collaudatori: tra quelli delle fondazioni e dei capannoni e dunque anche le distinte ditte di costruzione che hanno realizzato fondazioni e capannoni stessi. Per quanto riguarda il fronte modenese, il procuratore capo di Vito Zincani ha reso noto ieri che ?saranno molti gli indagati per i morti nei crolli dei capannoni?, precisando che gli avvisi di garanzia saranno atti dovuti per consentire a ?tutte le persone eventualmente coinvolte negli accertamenti, di partecipare, come loro diritto, all’ indagine?. L’ apertura di un’ inchieste giudiziarie rafforza la convinzione che le drammatiche conseguenze del terremoto in Emilia in termini di vite umane potevano essere evitate con il rispetto delle norme antisismiche e la corretta applicazione dei criteri edilizi. Intanto dal Codacons arriva una richiesta precisa: indagare per omicidio con dolo eventuale e omissione di misure di sicurezza. La richiesta, contenuta in un esposto, ? partita ieri indirizza alla Procura della Repubblica di Modena. La magistratura, auspica l’ associazione, ?deve individuare quelle strutture come fabbriche e capannoni crollate a causa del mancato rispetto delle norme di sicurezza, uccidendo i lavoratori?. In particolare, ?occorre verificare la staticit? e la solidit? degli edifici e accertare se i cedimenti sono avvenuti a causa di un’ approssimativa costruzione delle strutture e, in tal caso, procedere verso i responsabili che verranno individuati per il reato di omicidio con dolo eventuale?. Non solo. Per concorso nel medesimo reato ?devono essere indagati quei soggetti che su tali edifici instabili hanno effettuato i controlli di sicurezza previsti dalla legge, decretandone la conformit? alle norme?. Intanto qualche buona notizia. Saranno semplificate le procedure per la certificazione di agibilit? dei capannoni industriali dove c’? un’ altissima concentrazione di aziende. Lo ha annunciato il direttore regionale della Protezione Civile, Demetrio Egidi, ieri durante un incontro davanti alla sede di Confindustria di Medolla (Modena) al quale hanno partecipato molti imprenditori che hanno un capannone danneggiato. Egidi ha anticipato i contenuti di un decreto che uscir? nei prossimi giorni e che consentir? alle imprese che hanno una sede agibile di riprendere il lavoro in tempi rapidi. ?L’ obiettivo?, ha detto Egidi, ?? quello di permettere alle attivit? produttive di ripartire in tempi rapidi, garantendo, per?, la sicurezza al massimo. Abbiamo trovato un equilibrio per semplificare le procedure?. Questo sistema, in pratica, mette in capo alle aziende la responsabilit? di certificare l’ agibilit? dei capannoni. Le aziende che non hanno subito danni e che non hanno problemi strutturali, attraverso un loro tecnico abilitato, dovranno certificare l’ agibilit? e far vidimare questo documento dall’ amministrazione comunale, senza ulteriori passaggi.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this