Dopo tanta dad i presidi col dilemma delle bocciature
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fonte:
- la Repubblica
«Per favore bocci mio figlio, soffre nel sentirsi sempre indietro rispetto agli altri». «Se mia figlia dovrà ri- l’anno tirerò in mezzo gli avvocati. Non è colpa sua se i voti sono bassi, ma della dad». Richieste agli antipodi eppure frutto dello stesso corto circuito che, ormai da mesi, ha colpito il mondo della scuola. Se l’estate scorsa, per decisione del ministero dell’Istruzione vigeva la regola del “tutti promossi”, questa volta non ci sarà scampo e qualche alunno si ritroverà inevitabilmente a frequentare la medesima classe in cui è adesso. Con l’avvicinarsi della conclusione dell’anno scolastico i presidi finiscono così per diventare il bersaglio delle famiglie: «Questo duplice atteggiamento dei genitori non era mai emerso con tanta forza – afferma Alessandro Artini, presidente dell’Associazione nazionale presidi della Toscana -. La sanatoria dello scorso anno ha creato un enorme gap, per cui in molti casi le lacune si sono ampliate ancora di più e diventa francamente difficile promuovere tutti. Il Codacons, tra l’altro ha già annunciato ricorsi in caso di bocciature e questo ci mette in difficoltà se non ci saranno indicazioni più precise e certe da parte del ministero. singoli consigli di classe dovranno sì assumersi le responsabilità di una decisione delicata come la bocciatura, ma dall’altra parte non possiamo essere lasciati soli, ci serve un sostegno istituzionale più incisivo». Incredibilmente numerose le sollecitazioni, da parte di alcune mamme e papà, non far andare avanti i figli: «Le promozioni a tavolino dello scorso anno hanno scatenato conseguenze molto gravi – sostiene Donatella Frilli, preside del liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Firenze -. Se già in quell’occasione alcuni genitori erano preoccupati per le lacune dei figli, ora questi timori sono venuti ancora più a galla. C’è chi ha già manifestato esplicitamente il desiderio, pur soffrendone molto, di far ripetere la stessa classe al figlio perché lo vede oggettivamente in difficoltà». Senza contare che, a differenza di quanto avveniva normalmente, i passaggi da una scuola a un’altra sono stati quasi completamente annullati: «Un ragazzo che ha fatto la prima, per fare un esempio, si è automaticamente ritrovato n seconda pur avendo tante insufficienze – aggiunge Frilli -. In passato ne avremmo parlato con i genitori e la decisione sarebbe stata quella di fargli ripetere l’anno oppure di cambiare proprio percorso. Se il ragazzo manifestava predisposizione per materie diverse o preferiva valorizzare in altro modo le proprie competenze, veniva reindirizzato in scuole differenti, ma questo non è potuto accadere perché ogni istituto era comunque saturo e, non avendo avuto a sua volta alcun bocciato, non si è certo potuto permettere di accogliere nuovi alunni. Insomma, è andata a finire che alcuni ragazzi hanno perso ben due anni». Anche per Osvaldo Di Cuffa, preside del professionale Sassetti Peruzzi, la decisione del tutti promossi non è replicabile: «Questo ha creato dei rallentamenti nell’esecuzione dei programmi e ragazzi con forti lacune hanno finito per scoraggiarsi ancora di più nel vedere i compagni fare progressi. Ho già ricevuto alcune richieste, soprattutto da parte di genitori di alunni cinesi, di bocciare i loro figli. Questo perché molti non sono proprio mai tornati in classe in presenza e il contatto con compagni e insegnanti si è inevitabilmente affievolito». Liliana Gilli, preside del liceo classico Galileo, ha un canale diretto con le famiglie: «Abbiamo informato i genitori passo dopo passo, con pagelle e pagellini. Non ci saranno bocciature inaspettate».
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