28 Maggio 2020

Dopo quella di estetisti e parrucchieri, spunta una tassa Covid da 20 a 40 euro in officina

“arrivano denunce da parte di cittadini di tutta italia che si sono visti imporre costi di sanificazione obbligatoria sulle auto, totalmente ingiustificati e illegittimi”, spiega il codacons
Dopo la “tassa Covid” di estetisti e parrucchieri, spunta la “tassa sanificazione” imposta da varie autofficine ai propri clienti. Lo denuncia il Codacons , che spiega: “Arrivano denunce da parte di cittadini di tutta Italia che hanno portato la propria vettura presso un’ officina per il tagliando periodico o per riparazioni o manutenzione e si sono visti imporre costi di sanificazione obbligatoria sulle auto, mediamente da 20 a 40 euro, totalmente ingiustificati e illegittimi”. In pratica, molti esercenti vincolano l’ intervento ad una sanificazione obbligatoria dell’ automobile. A chi rifiuta di pagare, l’ officina nega le riparazioni o i tagliandi. “Si tratta di una pratica del tutto illegale, e contro la quale presenteremo le dovute denunce ad Antitrust e Guardia di Finanza – spiega il presidente Carlo Rienzi – Non esiste alcuna norma che obbliga i consumatori a sanificare la propria autovettura presso le officine, né che vincoli i tagliandi o le riparazioni al pagamento di ‘tangenti’ legate al Covid”. “Invitiamo i cittadini a non sottostare alle richieste assurde degli esercenti e a non pagare qualsiasi tassa aggiuntiva legata al coronavirus, segnalando al Codacons qualsiasi irregolarità riscontrata negli esercizi commerciali”, conclude Rienzi. Anche la Confartigianato Autoriparazione , associazione di categoria delle autofficine, ha condannato la “tassa sanificazione”. “Non vogliamo passare per quelli che se ne approfittano – ha detto, come riporta Il Sole 24 Ore, Alessandro Angelone , presidente Confartigianato Autoriparazione – la nostra linea è di non applicare costi aggiuntivi ai clienti e di assicurare gratuitamente l’ igienizzazione della vettura attraverso uno spray sulle zone di contatto come sedili, volante, pomelli e freno a mano”. “Ogni impresa fa come ritiene più opportuno – conclude Angelone – ma non possiamo che censurare l’ obbligatorietà di un trattamento di sanificazione che dovrebbe essere solo a discrezione del cliente”.

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