Dopo l`erosione della spiaggia è arrivato anche l`aumento dei canoni demaniali
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fonte:
- Il Messaggero
Dopo l`erosione della spiaggia è arrivato anche l`aumento dei canoni demaniali a penalizzare i villeggianti che nelle prossime settimane affolleranno i 34 stabilimenti balneari di Ladispoli, Marina di San Nicola e Campo di Mare. Sui turisti incombe infatti il serio rischio di aumenti fino al 40% dei prezzi di sdraie, lettini e ombrelloni per i mesi di luglio ed agosto. Una stangata che i gestori degli stabilimenti sarebbero costretti ad applicare per contenere le conseguenze economiche di un capitolo della legge finanziaria che impone ai concessionari delle spiagge demaniali di versare fino a 30.000 euro di tassa governativa, al posto degli attuali 2.000 euro l`anno. Un aumento che i titolari degli stabilimenti ritengono spropositato e potenzialmente devastante per gli operatori economici che rischierebbero di dover chiudere le attività balneari sotto il peso delle imposte. Un grido di allarme è stato lanciato in questi giorni dalla categoria che ha chiesto l`intervento di tutte le autorità competenti. “Senza una modifica almeno parziale della finanziaria – dice Ugo Boratto, presidente dell`Assobalneari di Ladispoli e Marina di San Nicola – almeno la metà degli stabilimenti balneari sarà costretta a chiudere i battenti non potendo far fronte al pagamento del canone demaniale. Contestiamo soprattutto i metodi di calcolo della gabella che prevede il pagamento di 15 euro al metro quadro al giorno per tutti gli spazi di uno stabilimento, cabine, patio e spiaggia compresa. Il tutto moltiplicato per 6 mesi che, secondo la finanziaria, sarebbero gli effettivi 180 giorni lavorativi di una struttura balneare. E` un sistema perverso e infondato a iniziare dal fatto che al massimo sono tre i mesi di lavoro a Ladispoli, Marina di San Nicola e Campo di Mare. Come categoria, chiediamo che il calcolo del balzello sia effettuato soltanto sulle aree commerciali di uno stabilimento, come bar e ristoranti e non sugli spazi come la spiaggia. Senza provvedimenti tempestivi, la mannaia degli aumenti di sdraie e ombrelloni potrebbe calare sulla testa dei villeggianti a partire dai mesi di luglio e agosto“. Argomenti che però non convincono fino in fondo le associazioni dei consumatori che chiedono la tutela dei vacanzieri. Rilanciando nel contempo anche una maggiore accessibilità dei prezzi durante l`estate. “In attesa che le autorità competenti individuino una soluzione equa – dice Angelo Bernabei, coordinatore del Codacons del litorale – siamo pronti a dare battaglia in tutte le sedi per evitare che ad essere salassati siano i turisti. Da tempo si chiede di comprendere quali motivazioni ci siano dietro i costi di sdraie, ombrelloni e lettini che a parere dei consumatori molto spesso sul litorale romano sono spropositati. Non vorremmo che, con la scusa dell`aumento dei canoni, qualche operatore turistico ne approfittasse per fare il furbo. Peraltro, a Ladispoli e Campo di Mare l`erosione ha divorato ampi tratti di spiaggia, i vacanzieri sono spesso costretti ad ammassarsi in battigie ridimensionate. Far lievitare i prezzi aggiungerebbe al danno anche la beffa“.
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