24 Agosto 2001

Dopo la terapia con il Lipobay reni e intestino sono bloccati

“Maria è in condizioni gravissime“


Dopo la terapia con il Lipobay reni e intestino sono bloccati


La settantenne curata con il farmaco anticolesterolo è ricoverata in rianimazione al Sant`Eugenio. I medici: “Faremo di tutto per salvarla“

«Sta male. Le condizioni sono gravissime. Speriamo che ce la faccia. Noi, comunque, stiamo facendo di tutto per salvarla».

I medici del reparto di rianimazione dell`ospedale S.Eugenio cercano di mantenersi cauti, ma basta un`espressione del viso per capire: Maria (il nome è di fantasia) è in pericolo di vita. È lei, questa donna settantenne di origini napoletane, il primo caso romano di rabdomiolisi dovuto probabilmente all`uso del Lipobay.

E gli effetti, su Maria, sono stati terribili: bastava osservarla ieri nel suo letto del reparto di rianimazione. Zitta, gli occhi semichiusi e quella macchina, l`apparecchio per la dialisi, che cercava incessantemente di ripulirle il sangue.

Davanti a lei c`erano i parenti. Ieri per ore sono rimasti a guardarla attraverso gli spessi vetri, quasi che anche questo potesse servire per aiutarla. Per salvarla e ridare forza al suo corpo.

Già, perché i reni di Maria non funzionano più. È uno degli effetti del cocktail micidiale tra le ciclosporine (che la donna prendeva per curarsi la psoriasi, una malattia della pelle) e il Lipobay con cui cercava di abbassare il livello del colesterolo. Ma invece di farla stare meglio le medicine sarebbero la cause di sofferenze terribili: i muscoli che le si consumavano e poi blocchi renali e intestinali.

Il calvario di Maria è cominciato un mese fa, alla fine di luglio. «Mi fanno male le ossa, un dolore terribile», diceva ai medici napoletani. «Poi dopo pochi giorni mia zia ha smesso di camminare, le gambe non la reggevano. Era solo l`inizio: d`un tratto i suoi reni si sono bloccati, l`intestino si è fermato», racconta la nipote. È stata lei, che fa il medico a Roma, a decidere di farla ricoverare subito nella Capitale. Ma anche qui i medici si sono trovati di fronte a sintomi difficili da decifrare. Erano i primi di agosto, lo scandalo mondiale del Lipobay non era ancora cominciato.
Così Maria è stata operata all`addome per liberarla da quella paralisi dell`intestino che rischiava di ucciderla.

Ma non bastava ancora. La soluzione è arrivata quasi per caso, via Internet. A trovarla sempre la nipote di Maria: «Navigavo alla ricerca di un appiglio, anche minimo, per capire che cosa avesse mia zia.
All`improvviso ho trovato un articolo che parlava degli effetti prodotti dall`uso combinato di farmaci come il Lipobay con altre medicine. E i sintoni… incredibile a dirsi, coincidevano esattamente con quelli di mia zia. Aveva la rabdomiolisi», ha raccontato la nipote della donna al Codacons, cui si è rivolta per ottenere assistenza legale.

Così, immediatamente, è stata sospesa la terapia. Maria da quel giorno vive collegata alla macchina della dialisi.
«In teoria, una volta depurato il sangue, gli effetti dovrebbero lentamente scomparire. Anche il tessuto dei muscoli può lentamente ricostituirsi. Insomma, Maria dovrebbe farcela», il professor Emilio De Lipsis, medico del Codacons, è rassicurante.

Ma le sue parole ormai non bastano per tranquillizzare i parenti di Maria. «Ce la metteremo tutta», ripetono i medici del reparto. E aggiungono: «Durante le analisi abbiamo trovato tracce di Lipobay e di ciclosporine, ma questo non basta per dire che Maria stia male per questo».

Ieri sera, comunque, i responsabili del reparto hanno mandato un rapporto sul caso alla direzione dell`ospedale e al ministero della Sanità.
Ci vorrà tempo per stabilire con certezza le cause della malattia che ha mangiato i muscoli di Maria e le ha bloccato i reni. «Intanto, però», racconta ancora De Lipsis, «centinaia di persone che prendevano il Lipobay si sono rivolte al Codacons. Un fiume di telefonate… ci descrivono i loro sintomi, ci chiedono cosa devono fare. Dicono che le istituzioni responsabili non li informano. Che li hanno lasciati soli».

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