Dopo la proroga di sei mesi, di nuovo in azione gli investigatori
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
L`inchiesta sulle caldaie procede in gran segreto. Dopo la proroga e le inevitabili iscrizioni sul registro degli indagati degli amministratori comunali, gli investigatori hanno ripreso gli interrogatori. Nei giorni scorsi gli agenti della Sezione di polizia giudiziaria hanno eseguito anche nuovi blitz per acquisire altra documentazione.
Al quarto piano della palazzina di via Calabria sono stati interrogatori i tecnici del Comune che hanno elaborato la convenzione per la verifica delle caldaie. Massimo è il riserbo attorno al contenuto delle dichiarazioni rese dai tecnici. Certo è che sono comparsi davanti agli investigatori come persone informate sui fatti e non già come indagati.
Sul registro, al momento, sono finiti solo i nomi degli amministratori in carica al momento della definizione della convenzione. Si tratta del sindaco Adriana Poli Bortone, e dei componenti della sua prima Giunta: Salvatore Bianco, Antonio Capone, Fausto Giancane, Luigi Ingrosso, Massimo Lanzilao, Ugo Lisi ed Angelo Tondo. Cioè tutti gli assessori che firmarono la delibera di Giunta per l`affidamento alla Ecoigiene (oggi Asea) delle verifiche sugli impianti termici. Il reato ipotizzato è quello di abuso. Le iscrizioni sono state necessarie per ottenere la proroga di altri sei mesi dell`inchiesta.
La Procura ha cominciato ad interessarsi della vicenda dopo le polemiche e gli esposti seguiti all`approvazione in Consiglio comunale del progetto per la verifica degli impianti termici. In una lunga denuncia il Codacons aveva segnalato le tariffe troppo alte e l`affidamento di un servizio tanto delicato a personale non qualificato, che avrebbe invece dovuto sottoporsi ad un periodo di formazione.
Alle denunce è seguita l`inchiesta giudiziaria. Il sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone ha disposto il sequestro dell`intera documentazione, che è stato eseguito dagli agenti della sezione di polizia giudiziaria, diretta dal dottor Antonio De Carlo. Il blitz risale al novembre del 2001: gli agenti si presentarono negli uffici dell`Asea acquisendo circa seimila cartelle.
Alla ricerca di nuovi elementi, nei giorni scorsi – come si diceva – gli investigatori hanno effettuato altre acquisizioni.
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