4 Dicembre 2005

Dopo la neve, adesso, sulla vergogna

TORINO Dopo la neve, adesso, sulla vergogna dell`autostrada Torino-Savona che ha imprigionato per tutta la notte oltre un migliaio di automobilisti inchiodati nella bufera anche per 17 ore filate, fioccano le inchieste, le richieste di dimissioni, gli esposti e l`ira funesta di chi è stato liberato, in qualche caso, solo alle 9 o le 10 di ieri mattina. La procura della Repubblica di Mondovì ha aperto un`inchiesta, e un durissimo j`accuse arriva dal capo della Protezione civile Guido Bertolaso: “Era una nevicata prevista, annunciata e neanche eccezionale. La colpa deve ricadere su alcuni funzionari delle Autostrade, che evidentemente dormono. Qualcuno sembra non aver capito che quando c`è un`allerta meteo vale per tutti, e non soltanto per i vigili del fuoco e la protezione civile“. La nevicata ha anche intrappolato per tutta la notte un centinaio di mezzi sulla Genova-Voltri, tra Ovada e Masone, e per molte ore decine di vetture sono rimaste bloccate sull`A21 nell`Astigiano. Disagi ci sono stati sulle linee ferroviarie, con ritardi sui treni e lo stop di alcune tratte ferroviarie minori, come la Ovada-Acqui. A raffica i black out: nell`Alessandrino e nell`Astigiano decine di paesi sono rimasti al buio e senza riscaldamento. Disagi anche per gli automobilisti che da Milano cercavano di raggiungere la Riviera. La mappa dei disastri e delle inefficienze ha però per epicentro la Torino-Savona. La procura di Mondovì ipotizza i reati di interruzione di pubblico servizio e danni alle cose. L`immagine è quella di una coda lunga 15-20 chilometri di auto paralizzate sotto una bufera di neve in entrambi i sensi di marcia, tra Ceva e Altare, tratto chiuso dalle 21 di venerdì fino alle 13,40 di ieri. Le auto, però, si sono incolonnate, per i primi mezzi pesanti di traverso sulla carreggiata quando ancora c`erano per terra pochi centimetri di neve, fin dalle 17,30. Da allora, hanno visto accumularsi per ore ed ore fiocchi su fiocchi, fino ad arrivare, in certi punti, a 60-70 centimetri di neve: impotenti, imprigionati sull`asfalto, al freddo e senza cibo. I loro racconti sono gragnuole di accuse: dicono che nessun cartello li ha avvisati, agli ingressi, di quanto stesse accadendo sull`autostrada, e di non aver visto fino al mattino l`ombra di uno spazzaneve. Pure la protezione civile, mobilitata da un vertice alla prefettura di Savona venerdì sera, non è riuscita a raggiungere con panini e coperte i punti più critici. Più automobilisti raccontano d`aver visto arrivare, all`alba, solo qualche vigile del fuoco a piedi che aveva a lungo marciato nella neve. Si sprecano le richieste di dimissioni del ministro Lunardi e dei vertici delle autostrade più colpite. Il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio chiede al governo di riferire in Parlamento, mentre da Udine, dove ha partecipato alla festa del volontariato, Bertolaso ha chiesto un incontro al presidente dell`Aiscat Fabrizio Palenzona e con i soggetti chiamati ad intervenire in caso di maltempo, “per adottare immediatamente misure di coordinamento che evitino il ripetersi di situazioni simili. Non voglio passare un altro inverno a fronteggiare situazioni di emergenza che potrebbero essere gestite con la buona volontà. Il maltempo era previsto e segnalato a tutti: infatti, in molte regioni è stato gestito al meglio, come dimostra la vicenda della nave che ha urtato la diga a La Spezia. Purtroppo però alcuni funzionari delle autostrade dormono, e ancora una volta la viabilità si è dimostrata il nostro tallone d`Achille“. E poi una proposta destinata a far discutere: “Fermare i Tir nelle zone dove l`emergenza maltempo è più sentita“. Intanto, chi è rimasto coinvolto nella “notte bianca“ affila le armi legali. Un risarcimento chiedono Codacons Liguria e Assoutenti, con gli avvocati Diana Barrui e Furio Truzzi. Il movimento difesa del cittadino di Cuneo raccoglie segnalazioni di chi ha vissuto l`odissea sull`autostrada: “Presenteremo un esposto alla magistratura civile e penale. Chiamateci nelle ore d`ufficio allo 0171-690373, o scriveteci fax (0172-725368). Accettiamo anche e-mail: mdc-cuneo@libero.it“. Infine, da Roma, il presidente dell`Anas, Vincenzo Pozzi, ha avviato un`inchiesta interna, nominando una commissione che dovrà accertare “le cause e le eventuali responsabilità del blocco sull`A6, la A21 e l`A7“. L`Anas specifica che “le società concessionarie hanno presentato il piano neve nei tempi prescritti a tutte le autorità“.

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