“Dopo la frana difficile arrivare a Ciola”
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fonte:
- Il Resto del Carlino
HA UN diavolo per capello Maria Pia Mambelli, la signora terrasolana che detiene le chiavi della chiesa di Ciola, frazione del Comune termale adagiato sulla strada che dalla cittadella sale verso Montepoggiolo. Una via che da parecchi mesi è dissestata in seguito a un cedimento del terreno. Una frana che le copiose nevicate dello scorso inverno, in cima al colle si sfiorarono i 90 centimetri altezza, hanno contribuito a peggiorare notevolmente. Lo smottamento costringe le auto in transito a percorrere la strada a senso unico alternato e nel rispetto del limite di velocità di 30 km orari. La signora Mambelli, paramedico in pensione, mediamente due volte a settimana percorre via Ciola affrontando un evidente disagio. «Porto abitualmente il bollettino parrocchiale – racconta – . Inoltre ogni sabato don Marino (Tozzi, parroco di Terra del Sole, Ciola, Ladino e Villa Rovere, ndr) celebra la santa Messa e con la bella stagione sono sempre più numerose le persone che decidono di partecipare alla liturgia sul colle. Fedeli che si trovano ad affrontare un pericolo costante». Stanca della situazione, la medicea ha mobilitato i vertici istituzionali, l’ ufficio tecnico comunale, il comandante della Polizia Municipale. «SENZA alcun risultato», dichiara esasperata. Tutt’ altro che vinta la pensionata è decisa a percorrere altre strade. «Non mi fermo qui, mi sono rivolta all’ avvocato del Codacons e sto meditando di rivolgermi a Forum». A stemperare l’ ira interviene l’ assessore ai lavori pubblici del Comune termale, Giuseppe Petetta. «Si tratta di una situazione già nota all’ Amministrazione che ha disposto la circolazione a senso alternato per garantire la messa in sicurezza della strada. Considerato l’ esiguo traffico il provvedimento non modifica in sostanza il flusso veicolare». In realtà la Giunta termale si era mobilitata ben prima delle ultime precipitazioni invernali. «Ne è riprova la delibera regionale che già nel corso del 2010 ci ha riconosciuto un finanziamento di 270mila euro per fronteggiare questa e altre criticità, mitigando il rischio idrogeologico. Da mesi stiamo lavorando per la definizione degli interventi di concerto con l’ Ufficio preposto del Servizio Tecnico di Bacino di Forlì, che ha in carico la progettazione e la direzione lavori. L’ intervento di ripristino prenderà il via certamente entro l’ anno».
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