11 Marzo 2005

Dopo la condanna ricorsi a catena contro i Tabacchi

Dopo la condanna ricorsi a catena contro i Tabacchi

Già pronta una seconda azione legale a Torino: «E? omicidio colposo»
La società Bat: «L?illecito non si eredita, responsabili sono i Monopoli»

ROMA
La sentenza Stalteri contro l?Ente tabacchi italiani ha aperto la via. Ora sono in tanti a volersi incuneare. «Quella sentenza potrebbe essere seguita a breve da una seconda dello stesso tipo – comunica il Codacons – avendo intentato una causa relativa anch?essa a un fumatore morto per cancro insorto, come dimostrato dalle perizie tecniche, a causa del fumo di sigaretta». Ma sono pronte a scendere in campo numerose altre associazioni. Dice Rosario Trefiletti, leader di Federconsumatori: «Si è aperta la strada per poter avviare una vertenza contro i produttori per risarcire i gravi danni che hanno provocato alla salute a causa della mancata informazione sui pericoli cui andavano incontro i fumatori». «Come Intesa dei consumatori – aggiunge Elio Lannutti dell?Adusbef – cominceremo cause per risarcire i cittadini dai danni provocati dal fumo, soprattutto per i casi verificatisi quando mancava l?informazione sulle conseguenze negative che esso provocava alla salute».
Una nuova causa all?Ente tabacchi italiani per i danni provocati dalle sigarette sta per essere avviata da Torino: sono i parenti di un agricoltore di Cremona, morto a 59 anni per una grave malattia ai polmoni, ad essersi a affidati all?avvocato Luigi Sanfelici, che dice: «Aspettavo solo l?esito della causa romana, di cui ho seguito attentamente tutto l?iter». E ancora: per la morte di un uomo e di una donna torinesi, deceduti per un tumore ai polmoni nel ?99 e nel 2000, pendono in procura due denunce presentate dall?avvocato Claudio Maria Papotti contro le grandi compagnie del tabacco americane. «Per ora il reato ipotizzato dovrebbe essere omicidio colposo – spiega il legale – ma se sarà verificata l?ipotesi di adulterazione del contenuto delle sigarette potrebbero configurarsi reati più gravi».
Un diluvio di ricorsi e di cause rischia di sommergere i produttori di tabacco. I quali, comprensibilmente preoccupati, provano a contenere gli effetti della sentenza: «L?Eti è stata condannata per responsabilità non sue e per questo impugnerà in Cassazione la sentenza con la quale è stata accolta la domanda di risarcimento per danni da fumo avanzata dai familiari di Mario Stalteri».
La società multinazionale Bat Italia, che ha acquistato Eti a fine 2003, ribadisce dunque che i fatti non possono essere imputati alla loro società (istituita nel dicembre 1998). «Fino a quella data, come già evidenziato dalla società, le attività di produzione e commercializzazione del tabacco erano di esclusiva competenza dell?amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato».
Sembra di capire che gli avvocati della società subentrata ai Monopoli di stato non contestano il merito della sentenza, quanto il destinatario: se qualcuno deve pagare un indennizzo, tocca allo Stato italiano in quanto proprietario dei Monopoli e non a loro, comparsi solo di recente. «Condannando l?Eti per fatti precedenti al 1991 si imputano responsabilità ad una società allora non esistente contraddicendo il principio che la responsabilità per fatto illecito non può essere ereditata».
A scorrerla, la sentenza sul fumo e sui danni alla salute, si scopre che è molto severa. «L?Eti – scrivono i giudici della corte d?Appello di Roma, prima sezione civile – producendo e vendendo tabacchi, ha esercitato un?attività pericolosa: i tabacchi, avendo quale unica destinazione il consumo mediante il fumo, contenevano in sé, per la loro stessa natura e per la loro composizione biochimica, una potenziale carica di nocività».
I periti del processo Stalteri hanno dimostrato senza ombra di dubbio che il tumore del signor Mario, morto a 64 anni nel ?91, è stato causato dal fumo. Di qui la responsabilità dei produttori di sigarette che l?uomo fumava. «L?ente era obbligato ad usare ogni cautela per evitare che il rischio si tramutasse in danno concreto».

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