26 Ottobre 2010

Dopo l’ ultimo pacco perso, Marisa, questo il nome dell’ utente bersagliata dalle poste, ha deciso di passare al contrattacco

Dopo l’ ultimo pacco perso, Marisa, questo il nome dell’ utente bersagliata dalle poste, ha deciso di passare al contrattacco. «Al di là della perdita economica (una delle spedizioni aveva un valore di circa 2mila euro, ndr) – spiega – c’ è stato un notevole disagio per noi e, soprattutto, per i clienti che in un caso sono rimasti senza vestito alla vigilia di un’ importante gara di ballo». Da maggio ad oggi, sono stati persi nell’ ordine un pacco destinato a Sassari, a Platania (Cosenza) e Santa Croce Camerina (Ragusa) contenenti vestiti da ballo, scarpe ed altri accessori prodotti dal laboratorio che ha sede nel comune di Perugia. «Pezzi unici, studiati e realizzati su misura». Nel primo caso, il pacco non era stato assicurato ed all’ utente è stato rimborsato solo il costo della spedizione, circa 40 euro. Trattandosi della formula "pacco celere uno", la consegna era prevista, in tutti e tre i casi, entro 48 ore: dopo due giorni, invece, le spedizioni risultavano già sparite nel nulla. «Dai controlli eseguiti tramite internet è emerso che il pacco spedito lunedì scorso è partito da Perugia Centro alle 18,35 dopo di che non si sa più nulla. Visto che si tratta di pacchi tracciati, sarebbe anche facile sapere che fine ha fatto – continua la signora Marisa – invece, finora non abbiamo ottenuto niente, se non la risposta imbarazzata dell’ impiegata dell’ ufficio postale di partenza, a Ponte Valleceppi, dove è stato inoltrato il reclamo». Nel maggio 2007, alla stessa attività l’ addetto all’ accettazione della corrispondenza scambiò gli indirizzi a due pacchi, uno dei quali andò perso anche allora. Non potendo accedere alla conciliazione (il valore dei pacchi persi è superiore a 600 euro), ora l’ utente ha deciso di rivolgersi ad un’ associazione di consumatori con cui deciderà l’ eventuale avvio di una causa civile per ottenere un risarcimento danni. La stessa strada percorsa da un’ impresa edile di Magione cui il postino non ha consegnato una raccomandata di Enel in arrivo da Potenza che sollecitava il pagamento di una bolletta "minacciando" il distacco della fornitura elettrica. La fattura in realtà era stata onorata, seppur in ritardo, ma non avendo ricevuto il sollecito, l’ imprenditore non ha potuto segnalare tramite numero verde gli estremi del pagamento. Così, per 15 giorni il cantiere è rimasto senza corrente ed è così partita, tramite il Codacons Umbria, la causa contro Poste per il risarcimento del danno. «Trattandosi di un’ utenza business – spiegano dal Codacons – il passaggio della conciliazione viene escluso. In ogni caso il danno causato è stato quantificato in più di 600 euro». RIPRODUZIONE RISERVATA.

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