30 Marzo 2014

Dopo l’ alcol estremo per i ragazzi arriva l’ allarme scommesse

Dopo l’ alcol estremo per i ragazzi arriva l’ allarme scommesse

NAPOLI – Minorenni che bevono, minorenni che si sballano e adesso anche minorenni che giocano. E’ questo l’ ultimo dato shock portato alla luce dalla relazione annuale dell’ Autorità garante dell’ infanzia e dell’ adolescenza nella Regione Campania. I dati del Codacons che fanno riferimento al 2013 parlano chiaro: ben il 57,8% degli studenti minorenni che vivono nelle province di Napoli, Caserta, Salerno, Avellino e Benevento giocano e tanto. La percentuale, ancora una volta, pone la Campania alla testa di una classifica decisamente negativa visto che nel resto del Belpaese la media, seppur alta, si attesta attorno al 47,1%. Un dato preoccupante ancor di più se si pensa che l’ indagine riguarda esclusivamente gli studenti delle scuole medie superiori. «Troppo spesso erroneamente si crede che il Gap (Gioco d’ Azzardo Patologico) riguardi – spiega Cesare Romano, Garante della Regione Campania per l’ Infanzia e l’ Adolescenza – esclusivamente il mondo degli adulti, anche per una questione legale che vieta tali giochi ai minorenni, ma cosi non è. Spesso, anzi, un fragile equilibrio emotivo, una marcata tendenza a sfidare la sorte. Se si associano queste caratteristiche alla crescente povertà, che riguarda una vasta platea di famiglie, è facilmente comprensibile come in un contesto del genere i più piccoli inseguano il sogno dei facili guadagni». E per tentare la sorte, i più piccoli, scelgono soprattutto le lotterie istantanee e le slot machine. A Napoli basta recarsi in una delle tante sale scommesse od ancora ricevitorie del lotto, bar e simili per scoprire che il fenomeno è tutt’ altro che sommerso, complice il fatto che spesso gestori e portali web non richiedono il documento d’ identità per permettere di giocare. Accade così che tra gli adolescenti vi sia una percentuale del 56% di non giocatori e del 40% di giocatori da almeno 6 mesi, di cui 32% giocatori d’ azzardo occasionali con frequenza delle giocate mensile e il 12% giocatori d’ azzardo con alta frequenza di gioco. Percentuali in progressivo aumento se si guarda l’ escalation dagli anni 2000, dove dichiarava di giocare solo il 39% degli adolescenti, a quelli attuali, con una percentuale di giocatori fissa al 51,7%. Tra le cause sicuramente la pubblicità ed anche in misura non inferiore l’ emulazione di amici e parenti, di qui l’ idea lanciata dal Garante della Campania, Cesare Romano, di istituire un Osservatorio Regionale per monitorare il fenomeno ed intervenire con strumenti adeguati: «E’ necessaria maggiore attenzione da parte della politica regionale che deve prendere atto dello stato di malessere in cui versano bambini e ragazzi nei nostri territori». Una maggiore attenzione richiesta a giusta ragione visto che Palazzo Santa Lucia, nonostante abbia mostrato in più occasioni sensibilità sulle tematiche legate ai minori, non sia riuscito a incrementare il fondo annuale destinato al Garante, che si ferma al modesto importo di 30mila euro. Luca Mattiucci

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