20 Luglio 2010

Dopo il fallimento dei Viaggi del Ventaglio turisti e consumatori vanno all’attacco

D opo il crac, su I Viaggi del Ventaglio si scatena l’ira di turisti beffati e consumatori arrabbiati. Con numerose denunce arrivate all’attenzione della Procura di Milano. Accade che sul tour operator si stanno scatenando sia i clienti che avevano prenotato nei mesi scorsi le proprie vacanze, sia le associazioni dei consumatori che chiedono interventi normativi, a tutela di quei viaggiatori che si sono ritrovati col classico cerino in mano, e indagini più approfondite da parte della magistratura. Tutto ciò mentre gli inquirenti, in primis il Pm Luigi Orsi, sono al lavoro per valutare se ci sono eventuali profili penali relativi al fallimento, dichiarato dal Tribunale fallimentare di Milano la scorsa settimana (200 milioni di euro di buco).
Fra i consumatori, Codacons e A- diconsum sono in prima linea. Quest’ultima ha presentato un esposto alle Procure di Roma e Milano, chiedendo che vengano accertati eventuali profili penali come quello di concorso in truffa aggravata. Nel mirino gli ammini– stratori della società, le singole agenzie di viaggio, il liquidatore, il curatore fallimentare e la stessa Consob.
Proprio in ambienti vicini alla Commissione di controllo sulla Borsa, viene ricordato nuovamente come l’Autorithy abbia sempre vigilato su I Viaggi del Ventaglio. Non a caso la società era nella cosiddetta ‘black list’ già dal 2005, segno che il mercato era stato da tempo pre-allertato sulle sue condizioni di crisi.
In campo è sceso anche il segretario nazionale di Adiconsum, Pietro Giordano, che propone la realizzazione di un fondo di garanzia per i viaggiatori gestito dall’Antitrust.
«Un fondo paritetico – ha detto Giordano – alimentato con le multe comminate dall’Antitrust nei confronti delle agenzie di viaggio e dei tour operator e da quote, anche minime, a carico di tutte le aziende per ogni pacchetto viaggio venduto, compresi quelli venduti online».
Per I Viaggi del Ventaglio il fallimento è stato dichiarato giovedì scorso, dopo che il commissario giudiziale Giuseppe Verna aveva respinto l’ipotesi di concordato preventivo. «Al mercato – scriveva il commissario in un documento del 5 luglio scorso – va restituita solo l’impresa capace di creare nuova ricchezza». E riguardo al futuro, il commissario faceva riferimento a «una tendenza al peggioramento della performance economica ». (A.D.T.)

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