Dopo il crollo scattano i sequestri di immobili illegali
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fonte:
- La Sicilia.it
leone zingales Palermo. Abusi edilizi. Scattano i primi sequestri a Palermo all’ indomani del crollo di via Sebastiano Bagolino che ha fatto registrare quattro vittime. La polizia municipale ha sequestrato tre immobili nei quali sono state riscontrate diverse ipotesi di reato: per abusivismo edilizio, violazione dei sigilli e violazioni di leggi ambientali. In via Daniel De Foe, in un lotto di terreno di circa 400 metri quadri è stato costruito un immobile senza concessione edilizia e nulla osta del Genio Civile. In un lotto di terreno lungo la strada provinciale Bellolampo, ricadente in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, i proprietari dopo avere demolito un vecchio corpo di fabbrica di circa 39 metri quadrati oggetto di istanza di condono edilizio, hanno realizzato in seguito un manufatto in muratura e cemento armato ad una elevazione fuori terra con copertura a falda inclinata per una superficie di mq. 130 circa. Violazione dei sigilli invece in Via Anapo dov’ era già stata sequestrata una struttura in scatolato di ferro, priva di copertura, di 60 mq circa. Si tratta di situazioni che riscontrano quotidianamente anche i vigili urbani di Catania, di Trapani, di Messina e di Caltanissetta nell’ ambito delle verifiche richieste dalle Amministrazioni comunali per contrastare il dilagante fenomeno. I funerali di Ignazio Accardi, 84 anni, della moglie Maria La Mattina, 80, che erano sul balcone al secondo piano e non hanno fatto in tempo a fuggire, di Elena Trapani, 74 anni, e del nipote Domenico Cinà, 54, che vivevano al primo piano, dovrebbero svolgersi domani. Un “giallo” sta accompagnando in queste ore i titolari dell’ indagine: non si trovano i nomi dei proprietari di uno dei due appartamenti ritenuti abusivi e che sarebbero all’ origine del crollo. Negli uffici comunali risulta un nominativo ma i lavori sarebbero stati realizzati da un’ altra persona, effettivamente domiciliata nell’ edificio crollato. Ieri mattina i vigili del fuoco hanno accompagnato, uno alla volta, i residenti all’ interno delle palazzine sgomberate. Per i trenta sfollati sarà un Natale problematico: hanno potuto soltanto recuperare alcuni oggetti di valore e effetti personali. Nell’ area del crollo, è stato istituito un servizio di vigilanza dopo che alcuni “sciacalli” hanno tentato di rovistare tra le macerie in cerca di oggetti preziosi e denaro. Uno degli sfollati non avrebbe trovato oggetti nell’ appartamento e una donna non ha trovato il televisore. Alcuni residenti hanno lamentato l’ assenza delle istituzioni. «Siamo qui, ma nessuno ci sta dando una mano – ha detto Salvatore Madonia uno degli sfollati delle due palazzine adiacenti a quelle crollate in via Bagolino – Ci hanno proposto un alloggio in albergo e una navetta dell’ Amat che ci prendeva e ci lasciava nei posti di lavoro. Ma come si fa? Ho preferito trovare alloggio da mia sorella». Sul fronte dell’ inchiesta, i pm Marzia Sabella ed Ennio Petrigni e il procuratore aggiunto Maurizio Scalia hanno nominato i due consulenti che dovranno far luce sul crollo. Si tratta dei docenti del dipartimento di Ingegneria Civile e delle Strutture Rosario Marretta e Giuseppe Giambanco. Il crollo potrebbe essere dipeso dal cedimento strutturale degli edifici collassati sotto al peso di due piani, ciascuno, realizzati abusivamente. Intanto sulle quattro vittime – due anziani coniugi e una donna col nipote – sono stati effettuati una serie di esami tra i quali la tac che ha confermato che a causare la morte sono stati i traumi da schiacciamento. Potrebbe non essere necessaria l’ autopsia se il medico arrivasse alle stesse conclusioni: circostanza che potrebbe consentire ai pm di restituire i corpi ai familiari per la celebrazione dei funerali che verranno fatti a spese del Comune. I magistrati hanno delegato l’ indagine ai vigili urbani che devono ricostruire la complessa «storia» edilizia dei due palazzi e della successione delle proprietà degli appartamenti, e alla polizia per gli interrogatori degli abitanti sopravvissuti. Infine, il Codacons si è rivolto alla Procura per esortare «la predisposizione dei controlli necessari ad accertare le responsabilità penalmente rilevanti, in merito alla tragedia». 20/12/2012.
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