1 Ottobre 2015

«Dopo il caso Volkswagen Berlino non sarà la stessa»

«Dopo il caso Volkswagen Berlino non sarà la stessa» 

Non fa sconti neppure alla «sua» Volkswagen. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha espresso un giudizio come sempre affilato e cristallino, sgombrando il campo da illusioni: dopo lo scandalo dei test truccati, il colosso automobilistico «non sarà più quello di prima». Il severo esponente dell’ esecutivo Merkel ha però anche ridimensionato i timori relativi all’ eventuale impatto del «dieselgate» sulle prestazioni della locomotiva europea: «Usciremo più forti anche da questa crisi. Noi impariamo dalle difficoltà», ha aggiunto, replicando fiducioso agli allarmi lanciati da più di un analista sulle possibili conseguenze del caso Vw sull’ industria del Paese. I tedeschi sembrano tuttavia credere di più ai pessimisti: stando a un sondaggio «Forsa», uno su due ritiene che dei danni, sul made in Germany, ci saranno. Fuori casa, Volkswagen continua a essere sorvegliata speciale in tutto il mondo. Mentre si viene a sapere che il colosso ha ammesso che i veicoli coinvolti sul mercato britannico potrebbero essere 1,2 milioni, Codacons ha annunciato la prima class action italiana per le falsificazioni. È stato invece il ministro dei Trasporti italiano Graziano Delrio a chiarire che per il momento «non è necessario» arrivare a un blocco delle vendite in Italia. «Si sono già bloccate da sole, francamente», ha detto.

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