14 Aprile 2018

Dopo il caso il Codacons sollecita l’ uso delle telecamere a scuola Ma il loro impiego non è indolore

Sul caso della maestra violenta all’ asilo Bagatti Valsecchi interviene anche il Codacons, che sollecita l’ obbligo di introdurre le telecamere nelle scuole elementari e negli asili a tutela dei più piccoli. Lo fa con una nota ufficiale del presidente Marco Maria Donzelli, che ricorda come si stiano «moltiplicando i casi di violenza negli asili portati alla luce solo grazie a telecamere nascoste installate dalla magistratura». E come dunque «sia necessario installare telecamere di videosorveglianza». Si chiede inoltre che fine abbia fatto «il Ddl sull’ installazione di telecamere a circuito chiuso negli asili e nelle strutture per anziani, approvato nell’ ottobre del 2016 alla Camera, di cui al momento non si sa più nulla». La questione viene ripresa dall’ avvocato Amilcare Mancusi sul suo sito internet dedicato alla formazione giuridica. Secondo lo specialista «la tecnologia e le telecamere non risolvono tutti i problemi», esprimendo dunque «qualche diffidenza« per le «scorciatoie tecnologiche come esclusiva risposta ai problemi complessi». Va presa in considerazione la necessità di salvaguardare il naturale rapporto fra educatore e bambini che rischia di essere falsato e artificioso, non spontaneo, non libero proprio perché l’ insegnante sa di essere costantemente sorvegliato dall’ occhio elettronico di una telecamera. La questione, peraltro, investe anche altri problemi, inerenti la questione giuridica della possibilità o meno di “controllo a distanza dell’ attività lavorativa”, che è regolato dallo Statuto dei lavoratori, e ripreso nel più recente Jobs act. F.Ber.

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