23 Luglio 2006

Dopo i ticket sanitari, rischio caro farmaci

Roma – A poche ore dall incontro tra i delegati di Federfarma e il ministro allo Sviluppo economico Pierluigi Bersani, il mondo della sanità è scosso da nuovi malumori. A partire dal prossimo anno, infatti, c è la possibilità di “impennate clamorose“ sui prezzi dei farmaci. A lanciare l allarme l ex ministro della Salute Francesco Storace. Nonostante le tempestive smentite della diessina Livia Turco, il summit di domani tra camici bianchi e Governo si preannuncia piuttosto caldo. “Dal primo gennaio ad essere liberalizzati per davvero e con rischi di impennate clamorose, saranno i prezzi dei farmaci: scade il blocco biennale degli aumenti che imponemmo nel 2005“. Il senatore di An Storace lancia l avvertimento e attacca l attuale ministro della Salute: “Anzichè trastullarsi con le aspirine in farmacia, Turco non ha ancora detto ai consumatori cosa intende fare, e spero che lunedì in aula dia esaurienti spiegazioni di fronte alla richiesta di sospensiva che An presenterà al decreto Bersani“. Storace accusa il Governo di “illudere i cittadini“ facendogli credere di “avere medicine a costo minore“, mentre invece “le aziende farmaceutiche sono pronte ad approfittare dell inerzia del Professore“. Ma la Turco controbatte: “Nessun aumento in vista per i farmaci di fascia C, quelli a totale carico dei cittadini“. non solo. Il ministro annuncia anche che, “per il 2007, sono già allo studio del Governo e dell Aifa nuove regole e modalità per assicurare interventi di moderazione dei prezzi ancora più incisivi“. Ma, nonostante le dichiarazioni della Turco, il malcontento tra i farmacisti permane. Domani l incontro con il Governo. Poi la decisione se mantenere o abrogare lo sciopero fissato per mercoledì prossimo. A pochi giorni dal fermo nazionale di mercoledì scorso, a cui hanno aderito oltre il 95 per cento dei camici bianchi, la Federfarma tenta la via del confronto pur non precludendo nuove agitazioni “nel caso in cui il governo non accolga le nostre richieste“. Un aut aut cui Bersani dovrà far fronte. Nella seduta straordinaria di venerdì, Federfarma ha infatti ribadito che “le farmacie non intendono mettere in discussione gli obiettivi di fondo del decreto Bersani“, tra cui la possibilità di vendere medicinali di automedicazione anche al di fuori della farmacia e la revisione del meccanismo del commercio all ingrosso dei medicinali. La federazione dei camici bianchi ha, tuttavia, chiesto “l apertura immediata del confronto preannunciato“ dal ministro per individuare “soluzioni che consentano di raggiungere questi obiettivi senza stravolgere il servizio farmaceutico, e nell ottica di garantire al cittadino sia risparmi economici sia maggiore facilità di accesso al farmaco“. Contro lo sciopero indetto da Federfarma si è schierato il Codacons, che avrebbe già preparato le prime 150 denunce a diverse Procure contro le farmacie comunali segnalate chiuse dai consumatori lo scorso mercoledì, e dal Movimento nazionale liberi farmacisti. “La proposta avanzata con arroganza dai vertici di Federfarma di far vendere farmaci nei supermercati senza la presenza del farmacista – ha accusato il movimento – tende a restringere i margini concorrenziali. L obiettivo è far stilare all Agenzia italiana del farmaco una lista di farmaci cosiddetti innocui per evitare l uscita di una buona percentuale di medicinali e non consentire che migliaia di farmacisti oggi senza alcuna possibilità di avere una farmacia, possano aprire il proprio esercizio e vendere tutti i farmaci d automedicazione“.

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