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19 Luglio 2006

Dopo i tassisti, oggi incrociano le braccia i farmacisti

Roma. Chiusa la partita con i tassisti, il ministro per lo Sviluppo economico, Bersani, si prepara per la “fase due“ delle liberalizzazioni. E` la volta dell`energia: le nuove regole del mercato riguarderanno anche il destino di Eni ed Enel. Ma c`è ancora un altro ostacolo prima di dare il via al secondo blocco di liberalizzazioni: l`opposizione dei farmacisti al decreto che prevede, tra l`altro, di vendere i medicinali di banco, o senza l`obbligo di prescrizione medica, anche “fuori del circuito delle farmacie“. Dopo i blocchi selvaggi delle città, oggi è la volta dei titolari di farmacie che aderiscono a Federfarma. Saracinesche abbassate in tutt`Italia per contestare un provvedimento che “favorisce i grandi gruppi economici e le grandi catene distributive commerciali“, scrive Federfarma. Una preoccupazione condivisa dal governatore siciliano, Cuffaro, che teme il “prevalere di una logica commerciale“ a discapito del servizio e un “consumo improprio“ dei farmaci. Oggi resteranno aperte solo le farmacie comunali aderenti ad Assofarm che ha deciso all`unanimità di non intraprendere alcuna forma di protesta incassando il plauso di Cittadinanzattiva. In risposta allo sciopero indetto da Federfarma, il Codacons promette denunce per interruzione di pubblico servizio, oltre al boicottaggio delle farmacie private in tutt`Italia per domani. Sul fronte dei taxi, l`associazione dei consumatori stigmatizza “il cedimento del governo alle pressioni dei tassisti“ e chiede che nell`emendamento governativo s`inserisca la possibilità per i tassisti di effettuare sconti sulle tariffe e l`abolizione della tassazione del tempo di chiamata. “La lezione più grande e drammatica che ne emerge è proprio questa: la violenza paga“, protesta Vincenzo Donvito (Aduc). “E` una liberalizzazione controllata“, affermano dall`Adiconsum facendo notare che ora la palla rimbalza dall`esecutivo ai Comuni. Saranno loro, infatti, i veri protagonisti della liberalizzazione del mercato dei taxi. “Da domani mattina i Comuni possono realmente rispondere alle esigenze dei cittadini“, avrebbe spiegato Bersani al premier in un incontro ieri mattina a palazzo Chigi mentre la Cdl, che ha fatto sua la battaglia dei tassisti, cantava vittoria per il successo della mobilitazione della categoria. “La clamorosa marcia indietro del ministro Bersani certifica il naufragio del governo Prodi“, commenta Bertolini (Fi). “Non è una marcia indietro – replica Bersani – e se si comparano i testi, si vede che in una forma meno urtante per i tassisti si arriva ugualmente ed efficacemente all`obiettivo di potenziare il servizio“. Nessuna vittoria dei tassisti, dunque, ma un “pareggio“. Il vicepremier, Rutelli, però, ammette: “Spero che il compromesso raggiunto dia un buon risultato: avrei preferito una formula di maggiore liberalizzazione e la possibilità di creare nuovi servizi per gli utenti, decisamente più flessibili“.

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