23 Novembre 2012

Dopo esposto del codacons, nel mirino il reparto di Neuro-Urologia e Urodinamica

Dopo esposto del codacons, nel mirino il reparto di Neuro-Urologia e Urodinamica

 

L´esterno del reparto al padiglione 1a santi zappalà Concetto Mannisi Tutto è cominciato con un esposto del Codacons, che durante l’ estate ha segnalato in Procura «l’ abbandono totale del reparto di Neuro-urologia e Urodinamica della Clinica urologica dell’ Università di Catania», ospitato nei padiglioni dell’ ospedale Vittorio Emanuele. Il caso è finito sul tavolo del sostituto procuratore Giuseppe Toscano, che ha aperto un fascicolo ed ha dato mandato ai carabinieri del Nas di svolgere i dovuti accertamenti. Ebbene, ieri mattina i militari dell’ Arma si sono presentati nel reparto in questione, appurando che quelle segnalazioni – e fra queste la presenza di barriere architettoniche che rendevano problematici gli spostamenti di paraplegici, tetraplegici, soggetti affetti da sclerosi multipla e di deficit motori momentanei o permanenti – avevano più di un fondo di verità. Nella fattispecie i carabinieri hanno appurato la strana dislocazione del reparto, che dopo il suo recente trasferimento dall’ ospedale di Acireale, struttura in cui aveva funzionato perfettamente dal 1998 al novembre del 2011, è stato «spalmato», incredibile a dirsi, in tre padiglioni diversi del nosocomio: padiglione 1G primo piano sotto terra (dove si trova la stanza del direttore Bernardo Ventimiglia), padiglione 1A secondo piano (dove si trova l’ ambulatorio), padiglione 1H primo piano sotto terra (dove si trovano i posti letto per i ricoverati, in verità «ospitati» dal reparto di Chirurgia generale). Inoltre è stato acclarata la difficoltà dei pazienti a spostarsi da una parte all’ altra del reparto, visto che l’ ascensore presente al primo piano sotto terra funziona soltanto se si accede con le chiavi di servizio, mentre la struttura è servita dall’ ascensore che è possibile prendere al pianterreno. «Una situazione di incredibile disagio – commenta il professore Bernardo Ventimiglia – che ho anche avuto modo di segnalare alla direzione sanitaria. Risposte? Nessuno dice mai di no, ma neanche di sì. Cosicché, benché io gestisca circa 500 pazienti con difficoltà motorie, la situazione continua ad essere quella non felice del giorno del nostro arrivo al Vittorio Emanuele». «E dire – prosegue Ventimiglia – che ad Acireale, struttura nuova, prima di barriere architettoniche, servita da blocchi di nove ascensori, tutto funzionava perfettamente. Poi l’ allora direttore generale dell’ Asp 3, Giuseppe Calaciura, dispose il nostro trasferimento e si sono iniziati i problemi. Ben vengano i Nas, a questo punto». Anche perché, stavolta, delle risposte dovranno esserci: alla direzione del «Vittorio Emanuele» è stato chiesto di chiarire entro cinque giorni il perché di queste scelte e come si intende porre rimedio ai disagi dei malati. 23/11/2012.

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