4 Giugno 2016

Dopo due anni torna a crescere il numero dei fumatori

Dopo due anni torna a crescere il numero dei fumatori

l’ allarme dell’ iss: accanto alle sigarette tradizionali aumenta anche il numero di coloro che fanno uso di e-cig
Livia Parisi ROMA La prima bionda 7 volte su dieci si “incontra” tra i 15 e i 17 anni, mentre il 13,8% di chi fuma ha iniziato addirittura prima dei 15 anni, sei volte su dieci perché influenzato dagli amici. Resta quella dei giovanissimi la classe di età più critica per l’ iniziazione al tabacco, mentre nel nostro Paese il numero dei fumatori torna, seppure lievemente, a crescere così come torna a crescere la percentuale di chi usa le e-cig, ma spesso non in alternativa, bensì “accanto” alle bionde. A dirlo, in occasione del World No Tobacco Day, dedicato quest’ anno alla promozione dei pacchetti neutri, ovvero senza colori, loghi o marchi, sono i dati del Rapporto 2016 dell’ Istituto superiore di sanità (Iss). Dopo il trend in discesa registrato fino al 2008, ormai da 8 anni a questa parte, secondo il rapporto elaborato dall’ Osservatorio fumo, alcol e droga, presentato all’ Iss, il numero di fumatori registra un lieve aumento. Nel 2016 in Italia risultano essere 11,5 milioni, circa il 22% della popolazione, rispetto ai 10,9 milioni (il 20,8%) del 2015. La percentuale di fumatori è ancora superiore a quella delle fumatrici: 6,9 milioni di uomini (il 27,3%) e 4,6 milioni di donne (17,2%). Quasi la metà consuma tra le 10 e le 19 sigarette al giorno mentre aumentano coloro che non superano le 9 al dì. Continua a crescere, specie tra i giovani, il successo del tabacco trinciato ma soprattutto, dopo due anni di crisi, riprende il consumo delle e-cig. Il 4% della popolazione “svapa” ma, spesso, senza abbandonare le sigarette tradizionali. L’ utilizzo di sigarette elettroniche, i cui consumi si erano dimezzati nel 2014 e nel 2015, torna quindi a toccare valori percentua li simili a quelli registrati nel 2013. Il 3,9% degli italiani le usa abitualmente o occasionalmente (4,2% nel 2013) contro l’ 1,1% del 2015 e l’ 1,6% del 2014. «Sebbene non ci siano ancora riscontri scientifici sufficienti sulla sicurezza e l’ efficacia di questo strumento nella disassuefazione alle abitudini al fumo – spiega Walter Ricciardi, presidente dell’ Iss – la ripresa del consumo di questi articoli sottolinea la necessità di un attento e ulteriore monito raggio del fenomeno e di rigorosi studi clinici sul loro utilizzo». Nate per allontanare dal tabacco, in realtà sempre più spesso, ovvero in 8 casi su 10 (77,6%), gli si affiancano. «Si tratta, in buona sostanza, di utilizzatori duali», chiarisce Roberta Pacifici, direttore dell’ Osservatorio fumo, alcol e droga dell’ Iss. Intanto, all’ insegna dello slogan “Get ready for plain packaging”, l’ Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e la Framework Convention on Tobacco Control (Fctc) hanno celebrato la Giornata mondiale contro il tabacco, puntando a promuovere l’ uso del cosiddetto plain packaging, perché ritenuto strumento efficace nel contrasto al tabagismo, in particolare proprio tra i giovani, più influenzati dai brand e dalle mode. Sulla scia di quanto scelto da Paesi come l’ Australia, che fece da apripista nel 2012, dopo l’ ultima stretta sul fumo dovuta all’ entrata in vigore della direttiva della Commissione europea, potrebbe essere questo il nuovo passo anche nel vecchio continente. Prevista infine per la giornata contro il fumo una manifestazione di fronte all’ Istituto superiore di sanità da parte del Codacons.

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