Doping al Giro d?Italia 2001, ciclisti verso rito abbreviato
-
fonte:
- La Padania
Si apre con un colpo di scena il processo penale per il doping all?84° Giro d?Italia in programma domani in Tribunale a Sanremo. Un processo destinato a riportare tutti indietro a quella notte tra il 6 e il 7 giugno di tre anni fa quando i Nas presero d?assedio gli alberghi di Sanremo dove alloggiavano i corridori scrivendo una delle pagine nere del ciclismo italiano.
Sul banco degli imputati 10 campioni del pedale e 2 massaggiatori accusati di una serie di reati che vanno dall?utilizzo di farmaci e sostanze dopanti e al fatto di essersi sottoposti a trattamenti in grado di alterare una competizione sportiva, con l?aggravante specifica di essere collegata ad un concorso di scommesse gestito dalla Snai.
Il collegio difensivo, costituito dall?avvocato milanese Federico Cecconi (il legale che ha accumulato una vasta esperienza in materia) e dal collega sanremese Luca Fucini, ha già depositato in cancelleria una serie di istanze che riguardano il ricorso al rito abbreviato.
La «scorciatoia», che garantisce uno sconto di pena di un terzo e che al tempo stesso «fissa» il processo negli atti a disposizione (senza quindi ulteriori deposizioni o acquisizioni probatorie), riguarda nel dettaglio i ciclisti professionisti Daniele De Paoli (nell?edizione 2001 con la «Mercatone Uno»), Giuseppe Di Grande («Tacconi»), Dario Frigo («Fassa Bortolo»), Giampaolo Mondini («Mercatone Uno), Stefano Zanini («Mapei») Giuliano De Haro Figueras («Panaria»), Pavel Padrnos («Saeco») e il massaggiatore Roberto Pregnolato (della «Mercatone Uno»). I legali hanno condizionato l?istanza di rito abbreviato all?audizione di alcuni testimoni e si attende ora il pronunciamento del pubblico ministero Giovanni Maddaleni, il giudice sanremese che ha «ereditato», per competenza territoriale, l?inchiesta condotta dalla procura di Firenze e dal collega Luigi Bocciolini. L?udienza di domani vedrà probabilmente la divisione del processo in due tranche. La via ordinaria riguarderà solo i ciclisti Alberto Elli («Telekom»), Ermanno Brignoli («Mercatone Uno»), e Domenico Romano («Panaria») e il massaggiatore Javier Francisco Fernandez (della «Kelme»).
C?è attesa anche per la costituzione di parte civile visto che la procura fiorentina aveva identificato ben 28 parti offese tra cui il ministero dell?Economia e delle Finanze, il Coni, la Snai, la Rcs Sport, la Federazione ciclistica italiana, il Codacons, la Rai, l?Union Cycliste Intemationale oltre ai legali rappresentanti di tutte le squadre iscritte all?edizione 2001 della corsa rosa.
Ma ecco nel dettaglio le sostanze alle quali sono associati i nomi dei campioni del pedale: Giuseppe Di Grande (medicinali a base di caffeina, cortisone e ormone della crescita), Giuliano Figueras (insulina), Ermanno Brignoli, Alberto Elli (ormone della crescita), Dario Frigo (caffeina, testosterone, ormone della crescita), Pavel Padrnos (il farmaco «Dromos» contenente mannitolo), Stefano Zanini (insulina), Domenico Romano («Dromos», Romano è accusato anche della ricettazione di alcuni farmaci), Daniele De Paoli (insulina), Gianpaolo Mondini (insulina e «Synachten», farmaco a base di Acth.)
Quella del 6 giugno 2001 fu una notte che sconvolse il Giro d?Italia, con i grandi alberghi di Sanremo che ospitavano le squadre dei campioni presi d?assedio dalla Guardia di Finanza e dai carabinieri del Nas, con raffiche di perquisizioni e sequestri nelle camere, nei camper utilizzati come ambulatori per miscelare le «bombe» e alterare le prestazioni dei corridori.
L?operazione «Giro Pulito», era scattata praticamente in diretta, sotto l?occhio delle telecamere, e aveva visto manifestazioni di panico tra le squadre con siringhe gettate dalle finestre, scatolette di medicinali fatte sparire nei water dei bagni.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
