17 Dicembre 2020

Donne e mascherine Il calendario Codacons comincia da Robbio

ROBBIO «Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli. Stiamo fuori dalla polemica, ma prendiamo atto che siamo su un calendario a diffusione nazionale». Il sindaco di Robbio, Roberto Francese, scomoda anche la celebre frase di Oscar Wilde. La cittadina si trova ancora una volta immischiata in un caso nazionale. Questa volta non è per la presa d’iniziativa sui test sierologici e successive polemiche, ma per il calendario del Codacons tacciato di sessismo da vari politici (tra i quali l’ex ministro Carlo Calenda) associazioni di vario stampo. LA VICENDA Il Codacons, ente di tutela dei consumatori, l’altro giorno ha diffuso il calendario “Italienza”. Una crasi tra le parole Italia e resilienza: dodici bellezze con indosso solo una mascherina tricolore. Scatti d’autore di nudo femminile accompagnate da una piccola immagine- di paesi italiani balzati agli onori delle cronache nell’emergenza Covid. Durante la prima ondata Robbio è stato il primo paese a organizzare test sierologici per i cittadini, contro la volontà della Regione. Ora la cittadina è finita sul mese di gennaio del calendario Codacons. «Sapevo che eravamo in lizza, ma non ne sono stato certo fino alla presentazione del calendario dell’altro giorno – spiega il sindaco di Robbio. – Per noi è pubblicità». Un dettaglio: la modella di gennaio, abbinata a Robbio, non è una ragazza del posto, ma una modella scelta dalla fotografa romana di nudo artistico Tiziana Luxardo. Dopo la diffusione degli scatti è stato un fiorire di polemiche con richieste al Codacons di ritirare addirittura il calendario, perché l’associazione ha lanciato un concorso per votare la foto più artistica tra quelle modelle nude. «Le mie foto sono poco erotiche – spiega la fotografa Tiziana Luxardo, – volevano solo raccontare l’armonia attraverso forme femminili. Del concorso non sapevo nulla, ma non c’entra niente con il mio lavoro». Duro il comunicato dei centri antiviolenza della Rete Dire: «Il calendario è inopportuno e non basta una mascherina per sdoganare corpi nudi, bianchi e perfetti, che ripropongono la donna come oggetto del desiderio maschile». Codacons ha trovato un difensore in Parlamento, il critico d’arte Vittorio Sgarbi.
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