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12 Novembre 2018

Donna ricoverata tra le formiche: sospesi un medico e tre infermieri

Sono stati sospesi a partire da oggi, domenica 11 novembre, un medico e tre infermieri in servizio nel San Giovanni Bosco di Napoli tra il 9 e il 10 novembre perché si può ritenere “legittimo il sospetto che tutto il personale di turno sia venuto meno alle proprie funzioni di controllo e vigilanza della paziente per un lungo lasso di tempo abbandonandola di fatto a se stessa e,soprattutto, tra le formiche . La raccolta fondi “Stiamo organizzando una raccolta fondi per raccogliere circa 16mila euro, per il rimpatrio di questa donna così sfortunata”. L’ appello è del consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli , che ha incontrato oggi nell’ ospedale San Giovanni Bosco la figlia della paziente al centro di un video nel quale compare ricoperta di formiche. Settantun anni, la donna singalese era arrivata in Italia per far visita ai figli. In seguito a un malore venne ricoverata al Monaldi per un by pass cardiaco, poi le sue condizioni sono andate man mano peggiorando fino al coma vigile in cui si trova attualmente. È stata prima trasferita in una casa di cura di Telese, poi i familiari volevano riportarla al suo Paese. Un tentativo fallito per il diniego di una compagnia aerea, viste le sue condizioni. Infine il ricovero al San Giovanni Bosco ed il video che ha fatto il giro del web. “Adesso ci si sta mobilitando per permetterle di tornare a casa con una raccolta fondi, i cui proventi serviranno “a coprire – spiega Borrelli – i costi del volo in barella attrezzata e del viaggio per il medico accompagnatore. A tutte le organizzazioni sanitarie, le associazioni di volontariato e a tutti i medici chiediamo invece di attivarsi affinchè almeno uno di loro dia la disponibilità ad accompagnarla insieme con la famiglia nel suo Paese di origine, lo Sri Lanka, esaudendo così il suo ultimo desiderio”. Il consigliere dei Verdi punta anche il dito contro le istituzioni del Paese d’ origine della donna: “Invierò una nota al Consolato e all’ Ambasciata dello Sri Lanka per chiedere chiarimenti su che cosa abbiano fatto per aiutare i loro connazionali visto che, a quanto risulta, nei confronti di questa vicenda non risulta essersi attivato come avrebbe dovuto”. Intanto il Codacons ha offerto assistenza legale alla famiglia della donna, questo ai fini eventuali di una causa risarcitoria nei confronti dell’ ospedale San Giovanni Bosco di Napoli e dei soggetti ritenuti responsabili.

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