16 Maggio 2019

Donna muore in ospedale, il Codacons scrive al ministro

È un processo al “se fosse”,, quello messo in piedi dal Codacons a proposito della morte d’ una donna, avvenuta nell’ Annunziata, nelle scorse settimane. È un processo che – al di là di quello che, presumibilmente, sarà celebrato in tribunale – chiama in causa il ruolo degli infermieri all’ interno del Triage o dir si voglia accettazione. Li chiama in causa in quanto a quella donna – secondo quanto scrive il vicepresidente del Codacons Francesco Di Lieto – al momento dell’ arrivo «allo sportello dell’ accettazione era stato assegnato il codice verde». Accusava dolore al petto quella donna. E secondo una prima valutazione, sottolinea il vicepresidente nazionale dell’ associazione per la difesa dei consumatori, «quei sintomi sarebbero stati valutati come dei banalissimi dolori intercostali». Per questo, scrive Di Lieto, «la signora avrebbe sostato alcune ore in sala d’ attesa. Poi però – sottolinea il numero due del Codacons – davanti ai valori alterati risultanti dalle analisi» la donna è stata ricoverata d’ urgenza in cardiologia e con altrettanta urgenza è stata sottoposta a un delicatissimo intervento chirurgico che, benché fosse tecnicamente riuscito, «non sarebbe servito a salvare la vita alla signora». Ed è a questo punto che interviene il “se fosse” riferito alla prima valutazione della patologia della donna. «Se fosse stata valutata in modo diverso da un codice verde – avverte il vicepresidente nazionale del Codacons, che nei giorni scorsi ha formalizzato una denuncia – quella donna avrebbe avuto le giuste cure in tempo utile e maggiori possibilità di salvarsi». A prescindere «da quello che potrebbe essere un errore nella classificazione delle urgenze – rimarca Di Lieto – rimane il fatto, al di là delle professionalità degli infermieri sui quali non si nutrono dubbi, che il sistema è sbagliato». Sbagliato perché, secondo il vicepresidente nazionale dell’ associazione per la difesa dei consumatori, «i pazienti che in Calabria accedono nel pronto soccorso vengono selezionati da un triage infermieristico». Per il Codacons «la scelta di stabilire le priorità d’ intervento dovrebbe avere chiari profili di responsabilità e invece – rimarca Di Lieto – si ha la sensazione che tutto l’ apparato sia stato messo in piedi per nascondere squallidi tentativi di risparmio». Per questo il vicepresidente nazionale di Codacons chiede al ministro della Sanità di «ridurre lo stipendio ai manager calabresi per assumere medici, da impiegare nei vari pronto soccorso, e ai quali affidare il compito fondamentale della valutazione delle priorità dei pazienti». L’ Ordine degli infermieri dal canto suo dice «di non poter accettare accuse verso i professionisti che per le legge sono incaricati nei triage».(e.o.) Alla signora al momento dell’ accettazione era statoassegnato il codice verde.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox