29 Novembre 2007

Domeniche aperte, ecco il calendario

Domeniche aperte, ecco il calendario Pordenone non-stop, Udine punta a 29 giorni festivi, Gorizia solo a 12
LA RIFORMA DEL COMMERCIO Pronte le bozze per definire le giornate nei mega-centri.
Oggi il voto Bertossi: la legge funziona.
Anche il Codacons dice sì alla deregulation

UDINE. Cambia il calendario delle aperture domenicali del commercio. Oggi e domani i sindaci degli ambiti saranno infatti chiamati a sottoscrivere l`accordo che serve a stabilire un tetto alla possibilità di aprire sempre concessa dalla legge regionale. Nella maggior parte dei casi l`accordo c`è già e, salvo colpi di scena, deve solo essere ratificato. E anche il Codacons si schiera a favore della deregulation. Gli ambiti sono quattro: quello pordenonese che non sembra intenzionato a porre limiti, quello isontino orientato sulle 12 aperture, quello udinese e il super ambito formato dai comuni udinesi caratterizzati dalla presenza di grandi centri commerciali che invece dovrebbero confermare l`accordo di 29 domeniche già sottoscritto tra le parti. Il primo a riunirsi, oggi alle 18 nella sede udinese della Regione di via San Francesco, sarà proprio il super ambito di cui fanno parte i comuni di Bagnaria Arsa, Basiliano, Cassacco, Martignacco, Pradamano, Reana del Rojale e Tavagnacco. In quest`area ad alta concentrazione commerciale Confcommercio, Confesercenti, rappresentanti della grande distribuzione, sindacati e associazioni dei consumatori hanno deciso di tenere le serrande abbassate nelle domeniche da maggio alla terza di settembre. Con la possibilità di aprire sempre in tutto il resto dell`anno per un massimo di 29 domeniche. “Si tratta di un ottimo accordo – commenta l`assessore alle Attività produttive, Enrico Bertossi – che dimostra come la legge regionale sia valida. Sarebbe bastato applicarla fin dall`inizio. Se le parti sociali si fossero impegnate a trovare un accordo svolgendo la funzione che gli viene riconosciuta dalla normativa, invece di attardarsi in polemiche inutili e pretestuose, forse avremmo già un calendario in grado di rispondere alle diverse esigenze del territorio“. Parere favorevole anche dal Codacons, che con il presidente regionale Vitto Claut dice sí all`ampliamento delle aperture domenicali e festive del commercio, citando uno studio della Bocconi secondo il quale il 65,4% degli italiani fa acquisti domenicali nei supermercati. Rispetto ai comuni del super ambito, quelli dell`ambito pordenonese di cui fanno parte 33 municipi, puntano invece a mantenere l`opportunità di rimanere sempre aperti, anche 52 domeniche all`anno. Una necessità ribadita da diversi sindaci e rappresentanti delle categoria e motivata dal fatto di dover controbattere alla concorrenza del vicino Veneto. Nell`ambito isontino è probabile invece che i 19 sindaci chiamati al voto domani decidano di confermare il limite di 12 aperture vista l`assenza sul territorio di realtà commerciali di grandi dimensioni. Per quanto riguarda invece l`ambito udinese (chiamato al voto domani) che adesso comprende 75 comuni sia della Alta che della Bassa friulana i sindaci si augurano che si raggiunga un accordo analogo a quello del super ambito con 29 aperture. “In questo modo – spiegano il sindaco di Tavagnacco Mario Pezzetta, che è anche presidente del Consiglio delle autonomie nonchè delegato dell`Anci (l`Associazione nazionale dei comuni) – tutta la Provincia di Udine avrebbe lo stesso calendario“. Con l`eccezione dei comuni turistici e della prima circoscrizione del comune di Udine che invece potrebbero aprire sempre anche per 52 domeniche all`anno. Nel momento in cui i sindaci del super ambito firmeranno l`accordo il primo cittadino del capoluogo Sergio Cecotti è infatti pronto a far entrare in vigore un`ordinanza per limitare la zona turistica di Udine alla sola prima circoscrizione cittadina che comprende il centro storico. L`obiettivo è quello di far valere le stesse regole per tutti i grandi centri commerciali della Provincia di Udine. Anche se Paolo Di Salvio, amministratore della Opit Spa, la società proprietaria dell`area ex Bertoli dove a marzo, all`interno del comune di Udine, sorgerà il Parco nord, ieri in un incontro con il sindaco Cecotti ha ribadito le sue perplessità sull`eventuale limitazione non escludendo l`eventualità di un ricorso.

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