4 Dicembre 2005

Domani summit in prefettura per coordinare meglio le iniziative di protezione civile

Nevicata record come non accadeva da trent`anni. Forti disagi nell`entroterra, notte da incubo per gli automobilisti rimasti in coda sul Cadibona

Domani summit in prefettura per coordinare meglio le iniziative di protezione civile



Savona Una gigantesca trappola sull`autostrada per Torino a causa di una nevicata che non si vedeva da trent`anni. E il blocco dell`Aurelia sul litorale all`altezza di Celle Ligure dove è franato un masso di 90 tonnellate che ha rischiato di fare una strage. E ancora allagamenti e danni alle colture della piana di Albenga, il porto di Alassio chiuso nel timore di una frana. Il maltempo delle ultime ore ha colpito in modo durissimo tutto il territorio savonese. Ma ha colpito ancora di più coloro che sono rimasti nell`incubo delle loro auto per otto, nove, dieci e più ore senza riuscire ad arrivare al casello. Una situazione che ha fatto deflagrare una polemica tale che ha costretto la prefettura di Savona convocare per domani un vertice urgente “per porre i necessari rimedi“. L`unità di crisi allestita alla sala della protezione civile della prefettura, ha potuto fare ben poco per inviare i soccorsi. “Il problema si sarebbe ridotto di almeno il 60 per cento – dice Francesco Laurenti, colonnello comandante dei carabinieri – se l`autostrada fosse stata chiusa verso le ore 19“. Invece lo stop da Torino è arrivato alle 22, con i veicoli che continuavano ad allungare una coda di auto e camion già bloccati dalla tormenta. E la gente disperata a bordo. Cosa non ha funzionato? Come mai tutti questi ritardi? Quanto la macchina della protezione civile è in grado veramente di anticipare guai grossi come si sono verificati l`altra notte sulla A6? Domande ancora senza risposte, ma alle quali il prefetto Nicoletta Frediani domani intende affrontare. “Ci vuole un maggiore coordinamento tra le Autostrade e gli organi di protezione civile“. Un coordinamento che in questo caso è mancato, dunque. “La neve è stata segnalata in anticipo, ma il 70 per cento degli automobilisti si sono messi in viaggio senza catene – dice Luca Marchese, comandante della polizia stradale di Savona – E le complicazioni sono arrivate con i camion di traverso sulla carreggiata. Conducenti stranieri che conoscono poco il percorso i quali hanno reso difficile il lavoro delle nostre dodici pattuglie sul territorio. Solo tra l`una e le tre di notte siamo risuciti a portare in salvo una decina di bambini caricandoli sulle ambulanze. Difficile è stata anche la situazione sulla strada statale del Cadibona“. Emblematico il racconto di Giacomo Bonifacino della protezione civile della Valle Bormida: “Camminavamo a piedi sull`autostrada per raggiungere gli automobilisti in difficoltà. Sono rimasto colpito dall`esasperazione di queste persone“. Tra le ore 20 e le 22,45 i volontari in arrivo da Altare, Cairo Montenotte, Millesimo e Plodio hanno distribuito 150 coperte e 100 litri di the caldo. Ma le difficoltà più gravi sono arrivate in seguito, con decine di automobilisti rimasti intrappolati nella neve con temperature attorno ai meno 6, meno 7 gradi, con molti che hanno finito la benzina. Questo fino al mattino, quando un elicottero di vigili del fuoco ha cominciato a fare la spola tra l`ospedale San Paolo e le zone della A6 non ancora raggiunte dai soccorsi per trasportare viveri e generi di prima necessità. E infine la riapertura dell`autostrada solo alle ore 12,30 con uno strascico di polemiche mai visto. E la procura della Repubblica di Mondovì che ha aperto un`inchiesta e Assoutenti e Codacons che hanno chiesto e ottenuto all`Anas un tavolo di trattativa per arrivare a un congruo risarcimento dei danni materiali e morali agli automobilisti. Gianluigi Taboga, vice presidente nazionale Assoutenti, Fulvio Truzzi, referente regionale e l`avvocato Diana Barrui presidente regionale Codacons stanno affilando le armi legali per impegnare la società Autostrada Torino-savona in questo senso. La protezione civile intanto indica che il maltempo nel Savonese dà una tregua (in poche ore sono caduti tra 90 e 152 centimetri tra pioggia e neve), ma che ora il rischio è di frane a causa del terreno profondamente impregnato dall`acqua.

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