27 Novembre 2005

Domani sequestri nei supermercati

Adesso tocca pure alla Milupa. E così gli uomini della guardia forestale della stazione di Tolfa, coordinati dal vicecomandante Giuseppe Allegrini, hanno ripetuto gli stessi giri già effettuati dal 22 novembre scorso, quando avevano cominciato a verificare la presenza del latte dei marchi Nestlé, Nidina 1 e 2 e Mio e Mio Cereali. Nella giornata di ieri sono state ispezionate praticamente tutte le farmacie nonché i depositi di medicinali del comprensorio di Civitavecchia, Tolfa, Allumiere e Santa Marinella. Domani si riprenderà a controllare anche i negozi e i punti vendita della media e grande distribuzione. Se finora sono stati rintracciati 500 pezzi, ovvero cartoni da mezzo litro, di latte artificiale inquinato dal fissante per l`inchiostro, domani è probabile che sarà eseguito il sequestro più cospicuo, dato che la forestale si recherà al punto di distribuzione della Conad Tirreno dove sono già stati convogliati i quantitativi di prodotto da eliminare dalla vendita. In effetti, quando si parla di sequestro, non si intende che materialmente i cartoni di latte vengono portati via dagli uomini della forestale. Vengono invece individuati, quantificati, si redige un verbale e poi si lasciano in custodia ai titolari dei punti vendita. Ovviamente, al sicuro nei magazzini e non a portata di mano dei clienti sugli scaffali. Di fatto, erano già parecchi giorni che il Nidina e il Mio erano spariti, soprattutto nei supermercati. Alla Coop, per esempio, già prima che a livello di media “montasse“ il caso Nestlé, dalla “casa madre“ avevano dato disposizione di metter via il latte a rischio. Della difficoltà di reperire fin dalla scorsa settimana il Mio, infatti, aveva parlato anche la mamma di Camilla, bimba nutrita da dieci mesi con gli artificiali Nestlé, ovvero la signora Simona, che col marito Massimiliano, ha chiesto alla multinazionale il risarcimento per lo spavento e l`apprensione causata ai genitori ed alla famiglia tutta dalla notizia di aver fatto bere alla loro bambina (è la prima figlia) latte che invece che farle del bene potrebbe – chissà – averle causato danni alla salute. La coppia civitavecchiese è stata la prima in Italia a rivolgersi al Codacons che ha provveduto ad avviare l`azione di risarcimento (2.500 euro per danni morali) al Giudice di Pace di Roma. La prima, perché come sottolinea l`Associazione, “ne sono pronte centinaia analoghe“. Si parla di allarme e di incertezza che avrebbe causato un danno ingiusto alla coppia, preoccupata per la salute della loro bambina, “pregiudicandone le funzioni naturali nella dimensione biologica, psicologica e sociale“. Nell`atto di citazione il Codacons scrive: “La tutela della salute è compresa non solo nell`art. 32 della Carta Costituzionale, ma anche nella normativa nazionale. La protezione della salute, poi, e la necessità di garantire un elevato grado di tutela della stessa trova fondamento nell`art. 129 del Trattato di Amsterdam e nell`art. 35 della Carta dei Diritti fondamentali dell`Unione Europea. Il regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio, inoltre, ribadisce tali principi, stabilendo il principio di precauzione e i requisiti di sicurezza degli alimenti“.

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