5 Luglio 2013

Domani scattano i saldi, occasione per due

Domani scattano i saldi, occasione per due

 

Fanatici dello shopping e specialisti dell’ affare sono già sui blocchi di partenza: domani prendono il via a Brescia – come in quasi tutto il resto d’ Italia, fatta eccezione per la Campania e la Basilicata che hanno anticipato le svendite al primo luglio – i tanto attesi saldi estivi. In Lombardia, archiviata la «deregulation» voluta dall’ ex assessore Margherita Peroni, le svendite dureranno ben 60 giorni e costituiranno un’ occasione decisamente ghiotta: non soltanto per i consumatori (che secondo le stime potranno usufruire da subito di percentuali di sconto intorno al 40-50 per cento), ma anche per i commercianti che – archiviato un anno di contrazione dei consumi e di maltempo – ripongono grandi speranze nel fatidico appuntamento delle svendite estive. Le previsioni, da parte dei rappresentanti dei commercianti bresciani, sono cautamente ottimistiche, nonostante le stime catastrofiche stilate dalle associazioni dei consumatori. Se Adiconsum paventa un calo delle vendite dell’ 8-9 per cento rispetto al 2012, il Codacons si mostra ancora più pessimista, ipotizzando addirittura un -13 per cento, con picchi del 20 nei negozi di periferia più soggiogati dalla concorrenza dei centri commerciali. Senza dimenticare, che – secondo le previsioni – solo il 47 per cento delle famiglie italiane farà shopping contro il 55 dell’ anno passato. LE ASSOCIAZIONI del commercio bresciane non condividono queste previsioni, non foss’ altro perché «pensare di avere la palla di vetro è molto complicato, oltre che decisamente rischioso», commenta ironico il leader dell’ Ascom Carlo Massoletti. Ancor più ottimista Francesca Guzzardi Piovani, presidente del Consorzio Brescia Centro, da pochi giorni eletta presidente della Fisma (Federazione italiana del settore moda) per la Lombardia Orientale: «E’ chiaro che il momento è difficile, ma compatibilmente con il contesto socio-economico attuale siamo fiduciosi nel buon esito dei saldi. Il maltempo che ha contraddistinto la primavera e le prime settimane dell’ estate ha fatto sì che i più ritardassero gli acquisti e questo ci fa ben sperare, tanto nel settore dell’ abbigliamento quanto delle calzature». FRANCESCA GUZZARDI non manca di rimarcare l’ importanza del ripristino del divieto di effettuare vendite promozionali nei 30 giorni antecedenti le svendite estive: «Abbiamo bisogno di regole che tutelino i negozi di piccole e medie dimensioni, a maggior ragione in una fase delicata come l’ attuale», spiega, dicendosi «poco convinta» del fatto che i saldi partiranno da subito con percentuali di sconto «anticrisi»: «Di solito – ricorda – i negozi che applicano sin dai primi giorni il 40 o il 50 per cento sono quelli che vendono capi firmati e hanno margini già piuttosto ampi: tutti gli altri, come è normale che sia, inizieranno con le consuete percentuali del 20/30 per cento per poi aumentarle strada facendo». Sulla stessa lunghezza d’ onda il direttore generale di Confesercenti Alessio Merigo, che della non ha mai fatto mistero di essere contrario alla liberalizazione sperimentata dalla giunta Formigoni e, ora, sposa il cauto ottimismo della collega della sezione moda, a maggior ragione se si guarda alla città che «ha il giusto appeal per l’ acquisto di qualità». Solo il leader di Ascom dissente: non sulla fiducia nell’ effetto benefico delle svendite estive, ma sul giudizio allo stop alla legge Peroni: «Interrompere la possibilità di anticipare la promozioni è stato un errore perché non ha fatto altro che costringere i commercianti a studiare formule diverse per aggirare la normativa rendendo ancora più difficile un momento già estremamente critico», sostiene Massoletti, comunque persuaso che le svendite estive «saranno una boccata di ossigeno». Per i commercianti, certo, ma anche per i clienti che potranno acquistare a prezzi calmierati i tanto agognati bermuda che sino a pochi giorni fa il clima inclemente non ha concesso loro nè di sognare nè tanto meno di indossare. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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