4 Luglio 2002

Domani niente spesa contro il caroeuro

Le associazioni lanciano la protesta dei consumatori

Domani niente spesa contro il caroeuro




Ed eccoci allo sciopero del consumatore. Una giornata senza acquisti. Domani niente spesa, niente shopping. E` la proposta che arriva da un gruppo di associazioni di consumatori per contestare i rincari da euro e gli odiati «arrotondamenti» per eccesso che tutti negano, ma che, secondo i dati di alcune associazioni in molti nel commercio e nei servizi, di fatto praticano. Il passaggio dalla vecchia alla nuova moneta avrebbe portato secondo l`Adoc (Associazione per la difesa e per l`orientamento dei consumatori) utenti e clienti a spendere mediamente 600 euro in più all`anno per famiglia: «Il canone della Telecom a luglio è aumentato di 0,94 centesimi al mese, la luce di 0,003 centesimi per chilowattora, il gas di 0,007 euro per metrocubo spiega l`Adoc riferendosi a una rilevazione nazionale . E poi l`abbigliamento registra incrementi del 25%, il caffè del 10%, la carne di vitella del 15%, bus e metro del 29%, le lotterie del 16%…» e via con un lungo elenco di merci.
Lo sciopero dei consumi, iniziativa indetta a livello nazionale, è promossa in Toscana oltre che dall`Adoc anche dal Codacons, Adusbef e dalla Federconsumatori quest`ultima distribuirà in alcune città volantini davanti ai supermercati.
«Ogni giorno i consumatori segnalano aumenti ingiustificati dei prezzi dice Romeo Romei di Federconsumatori La sensazione che l`aumento del costo della vita sia “galoppante“ è diffusa, anche se smentita dall`Istat. Troppi prezzi si sono attestati sul prezzo “tondo“ come la bottiglietta da mezzo litro di acqua a un euro che è veramente troppo». Così i consumatori si organizzano come possono e varano questa giornata di “astinenza dagli acquisti“.
«Nei rincari molto hanno influito gli aumenti di certe tariffe: un euro per il biglietto dell`Ataf o per parcheggiare anche dieci minuti in centro, sono un clamoroso esempio dice ancora Romei Un consistente aumento, a Firenze, poi, l`hanno imposto gli alberghi, i ristoranti ed i pubblici esercizi, ormai tra i più cari d`Italia». Ma davvero è tutta colpa dell`euro? Unicoop ed Esselunga per esempio hanno dichiarato arrotondamenti in euro per difetto in tutti i supermercati e registrano tassi di inflazione interna per il settore alimentare ben al di sotto di quelli dell`Istat. La Coop ha commissionato alla Nielsen uno studio sugli effetti psicologici dell`euro. Risultato: «Il 70% degli intervistati pensa che effettivamente i prezzi siano aumentati, ma questa percentuale scende al 59% fra i clienti Coop».

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