16 Aprile 2007

DOMANI IL DIRETTORE DEL CORRIERE DELLA SERA E IL GIORNALISTA CORRADO RUGGERI DAVANTI AL TRIBUNALE

    DOMANI IL DIRETTORE DEL CORRIERE DELLA SERA E IL GIORNALISTA CORRADO RUGGERI DAVANTI AL TRIBUNALE PENALE PER RISPONDERE DI GRAVI E FALSE ACCUSE DIFFAMATORIE MOSSE AL CONSULENTE SANITARIO DEL CODACONS

    Viene a conclusione domani, davanti al giudice Barazzetta della sezione VII del Tribunale Penale di Milano, la lunga indagine a carico del direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli e il giornalista Corrado Ruggeri per la pesante diffamazione a mezzo stampa commessa dai due nel lontano 13 Aprile del 2000. In quell`occasione il cronista, con parole pesanti e gravissimi falsi, accusava in un articolo il Dott. Emilio De Lipsis, consulente sani-tario del Codacons e medico dedito da una vita alla cura delle persone più deboli nelle strutture pubbliche italiane, di essere colpevole di fatti del tutto inventati.


    Nell`articolo si accusava il primario di “ricevere a pagamento in ospedale ricchi pazienti e-xtracomunitari violando il regolamento per placare la sua avidità“…“pazienti che poi dirot-tava per costose analisi anche non necessarie alla nuova clinica di Latina“
    Il Tribunale di Roma ha già accertato che i fatti che il giornale dava per certi e verificati e-rano del tutto falsi, prosciogliendo con formula piena il medico. Il De Lipsis, proprio a ripro-va della sua innocenza, aveva rinunciato alla prescrizione per poter arrivare alla sentenza assolutoria priva da tali calunnie.


    Il GIP di Milano Anna Cattaneo con una sentenza pregevole ha evidenziato come i due non abbiano rispettato né il principio di verità, né quello di pertinenza e nemmeno quello di contingenza realizzando “una offesa diretta e gratuita alla persona“. Da qui il rinvio a giu-dizio per i reati di cui agli artt. 57, 595 c.p. 13 e 21 legge 47/48. Il Codacons ha annunciato che chiederà ora che l`ordine dei giornalisti apra un procedimento disciplinare contro i due e agirà in sede civile contro il giornale per i danni apportati al medico e alla associazione, chiedendo un milione di euro di risarcimento.

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